Il rapporto del Ticino e dei ticinesi con le assicurazioni malattia non sono mai stati idilliaci. A sud delle Alpi ormai ci si è abituati, ad ogni autunno, a ricevere la mazzata dell'aumento dei premi. Una progressione contro la quale l'Ordine dei Medici del Canton Ticino si è sempre opposta, e lo ha fatto con puntuali studi che dimostrano che i premi pagati in Ticino sono troppo elevati e soprattutto ingiustificati.
Il tema è piuttosto complesso per via dei sistemi di calcolo e delle leggi che spesso sono comprensibili solo agli addetti ai lavori. Ciò che invece è molto chiaro alla popolazione è che la bolletta a fine mese è cresciuta nel corso degli anni.
A complicare ancora di più la situazione ci ha pensato ad inizio anno, il 22 gennaio 2013, la Commissione sicurezza sociale del Consiglio degli Stati che a maggioranza ha deciso di non riconoscere il rimborso dei premi pagati in eccesso tra il 1996 e il 2011. La bomba è quindi scoppiata. Capofila della rivolta contro la politica federale sono stati il Ticino ma soprattutto i
cantoni romandi, con la minaccia di Ginevra di congelare il contributo cantonale alle finanze federali se la commissione non avesse cambiato parere.
cantoni romandi, con la minaccia di Ginevra di congelare il contributo cantonale alle finanze federali se la commissione non avesse cambiato parere.
Per quanto riguarda il Ticino, sempre nel mese di gennaio, lo sconcerto è unanime. Il direttore del DSS Paolo Beltraminelli ha espresso tutto il suo disappunto per una decisione incomprensibile. Anche il Gran Consiglio, prese carta e penna, ha scritto alle autorità federali.
L'Ordine dei Medici, come detto, che in tempi non sospetti aveva per primo denunciato la situazione ribadisce il concetto: al Ticino devono essere riconosciuti i ristorni dei premi di cassa malati fino all'ultimo centesimo per un totale di 400 milioni. Forse già si sospettava quello che poi è accaduto.
Dopo diversi tira e molla, e il coinvolgimento di tutti gli attori, l'ormai famosa Commissione sicurezza sociale ritorna sui suoi passi e, lo scorso febbraio, concede il rimborso. Ma non dice quanto. Il compito è affidato al consigliere federale Alain Berset il quale lo scorso giugno comunica che, fatti i calcoli, al Ticino spettano 140 milioni. Troppo poco, anzi l'ennesima beffa per molti.
Ecco quindi che il 2 luglio scorso arriva da Berna quella che molti in Ticino considerano un'elemosina. All'unanimità la Commissione della sicurezza sociale dice "sì" a un modello su un compromesso proposto dai cantoni. Compromesso secondo una lettura istituzionale, beffa per chi la decisione la subisce ovvero i cantoni che per anni hanno pagato di più. La migliore soluzione possibile l'hanno definita i commissari ma che non renderà mai giustizia ai singoli casi. Alla fine su 1,7 miliardi solo 800 saranno rimborsati. In attesa che il Consiglio degli Stati si esprima sul "miglior
compromesso possibile", in Ticino le critiche non si sono placate, anzi.
compromesso possibile", in Ticino le critiche non si sono placate, anzi.
L'Ordine dei Medici del Canton Ticino sottolinea che i calcoli del consigliere federale sono discutibili e che i conti non tornano. I milioni sono molti di più. Detto ciò questo è ammettere implicitamente il riconoscere che qualcosa nel sistema di raccolta dei premi di cassa malati non ha funzionato e che le cifre in ballo erano molto importanti e anche che le casse non avrebbero mai accettato di ristornare quanto dovuto. Si è quindi pensato a livello federale, con l'assenso della Conferenza dei Direttori Sanitari Cantonali (i direttori dei DSS svizzeri) di modificare il sistema di calcolo delle riserve eccedenti, sostenendo che il sistema di calcolo attuato finora poteva essere considerato valido solo fino al 2011, e il balzello contabile ha portato a quantificare per il Ticino solo 140 milioni.
"Neppure a livello federale si è riusciti a sconfessare gli studi eseguiti dall'OMCT - sottolinea il presidente dell'Ordine Franco Denti - che quantificavano in 400 milioni i premi pagati in più dai ticinesi dal 1996 al 2012 ma si sono dovuti rifare i calcoli inventandosi nuove regole, opinabili
da parte nostra.
"Neppure a livello federale si è riusciti a sconfessare gli studi eseguiti dall'OMCT - sottolinea il presidente dell'Ordine Franco Denti - che quantificavano in 400 milioni i premi pagati in più dai ticinesi dal 1996 al 2012 ma si sono dovuti rifare i calcoli inventandosi nuove regole, opinabili
da parte nostra.
"Per i medici ticinesi da una parte la soddisfazione di aver visto confermato a livello federale quanto andavamo dicendo dal 2006, vale a dire che i ticinesi non consumavano più medicina della media svizzera, ma pagavamo premi di cassa malati troppo elevati. Dall'altra la convinzione che se il Cantone fosse stato più incisivo su questa tematica negli anni scorsi avremmo avuto premi di cassa malati più bassi negli ultimi due anni" sostiene l'OMCT.
"Adesso l'esortazione, che imparata la lezione, il Cantone sia più incisivo nella battaglia sui premi di cassa malati - dice Franco Denti a nome dell'Ordine - , e questo in attesa di ricevere quei 35
franchi all'anno e per 6 anni che il Consiglio Federale ha deciso di far rimborsare ad ogni cittadino ticinese".
Per l'OMCT "anche se troppo poco, sapere che qualche franco possa rientrare nelle tasche delle famiglie ticinesi, è fonte di compiacimento volto a contraccambiare, almeno in parte, i numerosi atti di stima, di fiducia e di sostegno che in questi ultimi anni il popolo ticinese ha sempre manifestato verso i suoi medici".
franchi all'anno e per 6 anni che il Consiglio Federale ha deciso di far rimborsare ad ogni cittadino ticinese".
Per l'OMCT "anche se troppo poco, sapere che qualche franco possa rientrare nelle tasche delle famiglie ticinesi, è fonte di compiacimento volto a contraccambiare, almeno in parte, i numerosi atti di stima, di fiducia e di sostegno che in questi ultimi anni il popolo ticinese ha sempre manifestato verso i suoi medici".