La decisione presa dal Dipartimento sanità e socialità sarà molto probabilmente impugnata (anche se un eventuale ricorso non comporterà l’effetto sospensivo). Il provvedimento è infatti stato giudicato molto severo («troppo severo») dal legale di Piercarlo Rey, l’avvocato Gabriele Massetti . «La prima impressione – ci ha spiegato – è che c’è stata un’evidente sproporzione tra l’entità di quanto contestato e la sanzione inflitta, pur avendo la massima comprensione per la paziente. Una sanzione severa che a nostro modo di vedere non si giustifica solo per le possibili contestazioni fatte. Ricordiamo che il medico ha operato per anni tra la piena e incontestata soddisfazione di tutti, sia operatori che pazienti. In questa prima parziale disamina delle motivazioni riteniamo escluso che si possa lasciar crescere in giudicato una decisione tanto pesante, senza precedenti e che viola il principio di proporzionalità».
Denti: «Decisione condivisibile»
Il presidente dell’Ordine dei medici Franco Denti ha utilizzato tre parole per descrivere la decisione del DSS: «Coraggiosa, dura e condivisibile». «Dura – ha continuato Denti – in quanto il collega non potrà più esercitare. Coraggiosa perché di sicuro non è stato facile per chi l’ha presa e condivisibile perché non si concentra solo sull’errore medico, ma su quanto accaduto in seguito». Su questo punto Denti è categorico: «Noi medici dobbiamo convivere con la possibilità di sbagliare. Ciò che disturba maggiormente è il fatto che è venuto a mancare il rapporto di fiducia. Una cosa che non deve far parte della nostra professione». Denti ha poi sottolineato come, in vista della modifica della Legge sanitaria, sarebbe il caso di rendere obbligatoria anche per le cliniche la segnalazione degli errori medici all’autorità.
Branda: «Non commentiamo»
L’avvocato Mario Branda, patrocinatore della paziente, preferisce non rilasciare dichiarazioni. «Non ho ancora sentito la mia cliente – ci ha spiegato – e preferiamo non commentare. Lasciamo che la giustizia faccia il suo corso».