Poche le speranze di ricuperare in nostri soldi: ci hanno messo le mani in tasca e intendono lasciarcele! Così si sintetizza l'accoglienza che la Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio degli Stati ha riservato alle proposte di rimborso dei premi di cassa malati pagati in eccesso da sette Cantoni fra cui il Ticino (e non nove, come indicato dall'Ufficio federale della sanità pubblica).
Due sono le soluzioni in ballo per fare giustizia. La prima, concepita dal Consiglio federale, che prevede, su un periodo di sei anni, la restituzione a chi ha pagato troppo attraverso le entrate della tassa sul CO
La seconda, elaborata dalla Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali della Sanità, quasi quale controprogetto alla precedente che appariva inadeguata, e che intende prendere dalle riserve delle casse malati gli importi in eccedenza, cumulati dall'entrata in vigore della LAMal (1996) e restituirli a chi, nei Cantoni che hanno pagato premi troppo alti, sarà assicurato presso la stessa cassa da almeno tre anni.
Ecco che stiamo per perdere una battaglia sacrosanta, proprio quando la crisi imperversa e qualche franco in più farebbe comodo a tanti. E non si tratta di noccioline ma di milioni. Lo studio reso pubblico dall'Ordine dei medici del Cantone Ticino ha quantificato le eccedenze di riserve a fine 2012 in circa 400 milioni di franchi, ben al di sopra dunque delle nuove valutazioni azzardate e artificiose dell'Ufficio federale della sanità, che in base a un nuovo sistema di calcolo vorrebbe limitare le eccedenze ticinesi a 139,8 milioni.
Certo, il nostro consigliere di Stato Paolo Beltraminelli si sta battendo per ottenere giustizia, ma con lui deve agire tutto il Governo ticinese e deve mobilitarsi la nostra delegazione a Palazzo federale, con l'obiettivo di ricuperare i circa 400 milioni in più che ci hanno scippato in oltre 15 anni. Stupisce che per il
secondo tubo al San Gottardo, che non trova il consenso di tutti, si sia messa in atto un'eccellente campagna di lobbying, mentre per un tema che, per una volta, fa l'unanimità dei ticinesi, non si riesca ad agire di concerto:
chiediamoci il perché. Sebbene il problema sia noto da tempo, a parte la voce del consigliere di Stato, dell'Ordine dei medici e di alcuni opinion leader, non abbiamo sentito prese di posizione a favore di una soluzione che difenda le giuste pretese dei cittadini-pazienti, e il silenzio della deputazione ticinese
a Berna, tranne rarissime eccezioni, è quasi assordante.
Come medici e cittadini, le intenzioni della Berna federale, influenzata dai lobbisti delle casse malati, ci indignano doppiamente: per i nostri pazienti e per noi stessi, che pure paghiamo i premi; e soprattutto mal sopportiamo la pressione sui costi degli assicuratori e di Mister Prezzi, che finirà per mettere in gioco la qualità del nostro sistema sanitario, il più efficiente, il più efficace e il migliore al mondo.
FRANCO DENTI
* presidente dell'Ordine dei medici del Cantone Ticino
Due sono le soluzioni in ballo per fare giustizia. La prima, concepita dal Consiglio federale, che prevede, su un periodo di sei anni, la restituzione a chi ha pagato troppo attraverso le entrate della tassa sul CO
La seconda, elaborata dalla Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali della Sanità, quasi quale controprogetto alla precedente che appariva inadeguata, e che intende prendere dalle riserve delle casse malati gli importi in eccedenza, cumulati dall'entrata in vigore della LAMal (1996) e restituirli a chi, nei Cantoni che hanno pagato premi troppo alti, sarà assicurato presso la stessa cassa da almeno tre anni.
Ecco che stiamo per perdere una battaglia sacrosanta, proprio quando la crisi imperversa e qualche franco in più farebbe comodo a tanti. E non si tratta di noccioline ma di milioni. Lo studio reso pubblico dall'Ordine dei medici del Cantone Ticino ha quantificato le eccedenze di riserve a fine 2012 in circa 400 milioni di franchi, ben al di sopra dunque delle nuove valutazioni azzardate e artificiose dell'Ufficio federale della sanità, che in base a un nuovo sistema di calcolo vorrebbe limitare le eccedenze ticinesi a 139,8 milioni.
Certo, il nostro consigliere di Stato Paolo Beltraminelli si sta battendo per ottenere giustizia, ma con lui deve agire tutto il Governo ticinese e deve mobilitarsi la nostra delegazione a Palazzo federale, con l'obiettivo di ricuperare i circa 400 milioni in più che ci hanno scippato in oltre 15 anni. Stupisce che per il
secondo tubo al San Gottardo, che non trova il consenso di tutti, si sia messa in atto un'eccellente campagna di lobbying, mentre per un tema che, per una volta, fa l'unanimità dei ticinesi, non si riesca ad agire di concerto:
chiediamoci il perché. Sebbene il problema sia noto da tempo, a parte la voce del consigliere di Stato, dell'Ordine dei medici e di alcuni opinion leader, non abbiamo sentito prese di posizione a favore di una soluzione che difenda le giuste pretese dei cittadini-pazienti, e il silenzio della deputazione ticinese
a Berna, tranne rarissime eccezioni, è quasi assordante.
Come medici e cittadini, le intenzioni della Berna federale, influenzata dai lobbisti delle casse malati, ci indignano doppiamente: per i nostri pazienti e per noi stessi, che pure paghiamo i premi; e soprattutto mal sopportiamo la pressione sui costi degli assicuratori e di Mister Prezzi, che finirà per mettere in gioco la qualità del nostro sistema sanitario, il più efficiente, il più efficace e il migliore al mondo.
FRANCO DENTI
* presidente dell'Ordine dei medici del Cantone Ticino