SECONDO ME - "Il nostro programma redatto con cura, competenza e passione per cerca di portare concretamente un po' di felicità nella vita delle persone, uscendo dalla logica del PIL. Proprio come diceva il grande statista americano"
Franco Denti*
In questi giorni abbiamo tutti appreso con sorpresa la notizia della decisione Banca Nazionale, di svincolare il Franco Svizzero dal cambio a 1,20 con l'Euro, accrescendo, a ragion veduta, l'inquietudine per le sorti del nostro Cantone.
Abbiamo altresì appreso della bozza di accordo tra Italia e Svizzera sulla nuova imposizione dei frontalieri: un'intesa che ancora una volta sacrifica in modo inaccettabile il nostro Ticino sull'altare degli interessi superiori della Patria e non solo. Quella bozza tra Roma e Berna vuole addirittura sacrificare il voto popolare del 9 febbraio, scavalcando in questo modo il più elementare concetto su cui si basa la nostra democrazia diretta. Contro questo ennesimo grave atto della Confederazione ai danni dei ticinesi dovremmo batterci, e come Verdi saremo in prima linea, nelle prossime settimane. E dovremo batterci con molto più coraggio e molta più determinazione rispetto a quanto sembra voler fare l'attuale Consiglio di Stato.
Nei prossimi mesi sentiremo parlare sempre di più di termini e di ricette che interessano i macro sistemi economici. Sia sul piano della finanza che del lavoro, la faranno ancor più da padrone i trattati internazionali, gli interessi particolari delle lobby, i parametri con cui si misura la crescita economica. Sentiremo parlare di salari in Euro. Di deflazione, forse anche di inflazione e quindi delle relative conseguenze sul PIL, il prodotto interno lordo del nostro Paese.
Forse quello che sto per dirvi suonerà strano, ma già nel 1968, un signore che faceva Bob di nome e Kennedy di cognome, definì il PIL come disumano.
Kennedy non era certo un pericoloso bolscevico ma un'icona del moderno liberalismo e progressismo: è stato uno dei più apprezzati membri che il Partito Democratico americano abbia mai contato tra le sue fila. E probabilmente sarebbe diventato Presidente degli Stati Uniti se non avesse pagato con la vita il prezzo per le sue idee.
Oltre quarant'anni orsono questo uomo di stato illuminato indicava come il PIL, comprendesse pure tutta una serie di tendenze, di orientamenti e abitudini, che snaturavano e snaturano sempre più l'esistenza umana: dall'inquinamento dell'aria, alla perdita della sicurezza delle proprie case, alle carneficine di giovani che si vanno a schiantare sulle autostrade nei fine settimana.
Il PIL, aggiungeva, non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità dell'educazione, della gioia dei momenti di svago o la solidità dei valori familiari, dell'intelligenza del nostro dibattere politico, né dell'equità dei rapporti tra simili.
Il PIL, in conclusione, misura tutto, proprio tutto, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta.
Si arriva così al paradosso di un concetto astratto, scaturito dal desiderio umano di trovare un'unità di misura per quantificare il "benessere" umano, che, "alla fine della fiera" diventa il distintivo di quelle aree del mondo dove si fa maggiormente sentire "il male di vivere", dunque il "mal-essere".
Prendendo spunto da queste suggestioni di Bob Kennedy, mi permetto di chiedervi un piccolo sacrificio. Dedicate un pezzettino del vostro tempo (un bene divenuto ormai raro e prezioso proprio come conseguenza di quel graduale processo di stritolamento di tempi, modi e ritmi vitali, che lui intendeva criticare), per leggervi con calma il programma dei Verdi. Credetemi: ne vale la pena.
Tra le pagine di questo Vademecum, che è stato redatto con cura, competenza e passione per cercare di portare concretamente un po' di felicità nella vita delle persone. Potreste sorprendervi, riassaporando un benessere dimenticato, e perché no, potreste "rischiare" di trovare una motivazione in più per votare la scheda dei Verdi ticinesi alle prossime elezioni.
*Candidato al Consiglio di Stato per i Verdi del Ticino e presidente dell'Ordine dei medici