"Accanto a chi non mi stima non mi siedo di certo" dice Denti che risponde così alle accuse lanciate da Caimi secondo il quale il collega di partito ha fatto poco o nulla in Parlamento
LUGANO – "Sono pronto a sedermi anche tra i socialisti. Ma non più accanto a Carlo Luigi Caimi". Franco Denti, deputato e presidente dell'Ordine dei medici, se l'è legata al dito la filippica che Carlo Luigi Caimi, suo collega di partito, e "compagno di banco" in Gran Consiglio, ha fatto qualche settimana fa in una riunione della sezione PPD di Lugano.
Una riunione, alla quale Denti non ha partecipato, che è stata convocata per fare un bilancio sulla campagna e sui risultati elettorali. Caimi non è stato tenero con Denti, accusandolo di aver fatto poco o nulla in due anni in Parlamento e di aver creato problemi con la sua candidatura al Municipio di Lugano. Così adesso, oltre al caso Logistica, si trova anche a dover gestire il suo rapporto personale e politico con l'ormai ex vicino di banco.
"Accanto a chi non mi stima non mi siedo di certo – dice Denti -. E siccome il regolamento del Gran Consiglio non obbliga i deputati a sedersi sempre al medesimo posto, io mi piazzo dove trovo una poltroncina libera. L'ultima vola mi sono seduto accanto al nostro capogruppo, Fiorenzo Dadò, al quale tra l'altro ho spiegato i motivi della mia scelta".
Franco Denti è, insomma, un deputato itinerante. Una specie di nomade del Parlamento. Ovunque ma non vicino a Caimi, ribadisce. "E se un giorno non trovassi un posto libero me ne starò nella bouvette del Parlamento ed entrerò in aula soltanto per votare".