SECONDO ME - Il presidente dell'Ordine dei medici: "Anche il ministro ha messo a segno un golpe di Palazzo in combutta con gli stessi partiti contro cui oggi strilla. Un golpe che produrrà danni altrettanto gravi che la fine della moratoria"
Paolo Beltraminelli ha definito un golpe la decisione del Consiglio Nazionale di porre fine alla moratoria sull'apertura dei nuovi studi medici. Una decisione sulla cui gravità ho avuto già modo di esprimermi e i cui effetti devastanti sui premi, sulle finanze del cantone e sul mercato del lavoro purtroppo si vedranno molto presto. Con questa mossa la sanità svizzera è stata quasi definitivamente consegnata nelle mani delle casse malati, che in poco tempo potranno scegliere con quali strutture e medici lavorare, facendo de facto saltare il principio della libera scelta del medico.
Quel che però l'indignato Beltraminelli non dice è che solo pochi giorni prima della decisione del Nazionale, anche lui ha messo a segno un golpe in combutta con gli stessi partiti contro cui oggi strilla. Un golpe di Palazzo che produrrà danni altrettanto gravi. Anche in Ticino, con l'imprimatur e la benedizione del direttore del DSS, si è deciso di consegnare la sanità alle casse malati.
Negli scorsi giorni infatti il Parlamento ticinese, ha approvato la pianificazione ospedaliera. Questo fatto è noto a tutti o almeno a coloro che hanno seguito le cronache sui giornali, alla radio o alla tv. Quel che invece pochi conoscono è per l'appunto il golpe di Palazzo messo a segno contro i pazienti ticinesi e a favore degli assicuratori. Utilizzando gli strumenti più odiosi della vecchia politica il Consigliere di Stato PPD, i vertici dei tre principali partiti, alcuni poteri forti e qualche obbediente soldatino, hanno stravolto questa riforma fondamentale, di fatto distruggendo la sanità di questo Cantone. Lo hanno fatto nelle segrete stanze, a cinque minuti da mezzanotte, barattando vacche e cavalli come si fa al mercato. Lo hanno fatto infischiandosene del lavoro di una Commissione che ha lavorato per oltre due anni per sistemare il pasticcio prodotto dal DSS e avallato dal Consiglio di Stato. Ogni iter istituzionale e democratico è stato calpestato e umiliato sull'altare delle ragioni di partito.
Ecco che cosa è successo. Una maggioranza formata da Lega, PLR e Verdi aveva deciso di respingere una buona parte delle insensate proposte del Governo, rimettendo al centro della pianificazione i pazienti e la qualità delle cure. Ma quando i giochi erano fatti, e le firme poste sul rapporto, ecco spuntare un emendamento dell'ultimo minuto, preparato dal DSS (così è stato detto nel dibattito e non smentito) e fatto sottoscrivere al deputato Foletti, insieme ad altri due esponenti di PLR e PPD, ossequiosi burocrati di partito. Naturalmente nessuno è fesso: i tre soldatini, per citare Claudio Zali, hanno fatto il lavoro sporco svolgendo i compiti che altri, con funzioni e posizioni ben più rilevanti, anche in Governo, gli avevano chiesto di fare.
In ogni caso, l'emendamento presentato ha stravolto l'ipotesi di finanziamento della pianificazione sui letti Acuti di Minor Intensità (AMI) che si volevano realizzare negli ospedali dell'Ente ospedaliero, all'ex San Rocco, all'Ospedale Malcantonese e alla Clinica Varini, riducendo la partecipazione degli assicuratori malattia dal 45% dei costi a un forfait massimo di 200 fr. per giornata di cura.
Ho cercato di capire perché la Lega, che ha sempre lottato (almeno fino ai tempi dell'amico Nano) per avere più giustizia dalle casse malati, abbia deciso di fare questo enorme regalo agli assicuratori. Di certo c'è che al centro dello scambio c'era il preventivo e che le trattative hanno riguardato i massimi esponenti dei partiti. L'accordo è stato trovato su questo punto: la sanità dei ticinesi in cambio dei conti. E mi risulta direttamente che più di uno si sia risentito pesantemente, nelle file leghiste e liberali, dopo che il PPD, alla fine, è venuto meno alla parola data bocciando il preventivo, passato per il rotto della cuffia.
La politica non è nuova a certe giravolte. E alcune si sono anche rivelate positive per il bene dei ticinesi. Già nel recente passato il deputato Foletti, si prestò a questi giochetti di "potere extraparlamentare" in occasione della prima proposta di Beltraminelli sui "tagli lineari ai sussidi di casse malati". Foletti, allora capogruppo, portò i sui colleghi a sostenere quella misura in combutta con il direttore del DSS e con i liberali, raccontando la menzogna che quella era l'unica via possibile per risparmiare in quel settore. Fortunatamente però l'intervento in extremis di Lorenzo Quadri e credo di Boris Bignasca, portò la Lega a cambiare posizione e a sostenere il referendum (poi vinto) contro quello scempio sociale.
Solo due mesi dopo il voto fu presentato un nuovo sistema che, pur essendo ancora lontano dall'essere equo, permise di intervenire senza tagli lineari ottenendo un risparmio ben superiore rispetto alla prima sciagurata proposta. Le bugie hanno le gambe corte, fortunatamente.
Concludo riportando le dichiarazioni sui letti Acuti di Minor Intensità (AMI) del direttore del DSS: "Si cambia il sistema di finanziamento proposto dalla Commissione Pianificazione Ospedaliera (CPO) ma non cambia la qualità delle cure”.
Rispondo che per mantenere la qualità delle cure ci vuole un’adeguata copertura infermieristica (superiore alle case per anziani e ai CAT), un medico presente 24/24, ma sia nelle case per anziani sia nei CAT il medico non c’è o meglio c’è solo su chiamata.
Rispondo che per mantenere la qualità delle cure ci vuole un’adeguata copertura infermieristica (superiore alle case per anziani e ai CAT), un medico presente 24/24, ma sia nelle case per anziani sia nei CAT il medico non c’è o meglio c’è solo su chiamata.
Gli esami del sangue, gli esami radiologici e i medicamenti, negli ospedali sono presi a carico dall’ospedale stesso e noi paghiamo la nostra quota parte a degenza avvenuta, mentre, secondo quanto votato dal Parlamento, dal 1. gennaio 2016 dovranno essere prese a carico del paziente e dalle loro casse malati come avviene quando ci sottoponiamo a questi esami, o ci rechiamo in farmacia, restando al nostro domicilio.
Queste si chiamano prestazioni ambulatoriali che il Cantone non copre, per cui, le casse malati si sentiranno legittimate ad aumentare ulteriormente i premi giustificandosi, che le prestazioni ambulatoriali sono aumentate a causa della scelta pianificatoria ospedaliera fatta dalla maggioranza del Gran Consiglio.
Più spese per i cittadini, più guadagni e più potere per le casse malati: davvero un ottimo risultato!