di FRANCO DENTI*
Qualche giorno fa ero a cena in un paese della cintura luganese: un avventore mi ha riconosciuto, non come gran consigliere, ma quale candidato al Municipio di Lugano, e ha voluto raccontarmi la sua storia. Qualche giorno prima la sua casa era stata visitata dai ladri: grazie a Dio con nessuna conseguenza fisica per la famiglia, ma un grande spavento e un sentimento di inadeguatezza rispetto all'accaduto. Aveva immediatamente allertato la polizia, che è giunta prontamente, e che, il giorno dopo, era tornata per completare il sopralluogo. Nei giorni immediatamente seguenti, il mio interlocutore si è ricordato che, prima del furto in casa sua, aveva visto passare e sostare diverse volte un'autovettura e aveva, per puro caso, ritenuto il numero di targa. Ha perciò richiamato per riferire di avere altre informazioni che, forse, potevano essere utili all'inchiesta e, a questo punto, il senso di inadeguatezza e di non essere tutelato come pensava di essere è aumentato, poiché gli è stato risposto di richiamare la settimana successiva, dato che l'incaricato del caso era in vacanza. Questa brutta vicenda offre l'aggancio per riflettere sul senso di insicurezza, dettato dalla percezione che la microcriminalità sia in aumento, che si sta diffondendo fra la popolazione. Sappiamo bene che insicurezza e paura sono sentimenti soggettivi, che tutti sperimentiamo nel corso della nostra vita, e che hanno la costante comune di essere più diffusi nei momenti di trasformazione sociale, che mettono in discussione i valori e le certezze sulle quali abbiamo fondato la nostra esistenza. Oggi viviamo proprio una di queste fasi: la crisi ha aumentato la precarietà del lavoro, sta intaccando gli investimenti fatti in vista di una serena vecchiaia, o di momenti di bisogno, mentre i costi fissi delle economie domestiche e le notizie negative e destabilizzanti continuano a pioverci addosso a catinelle. Sempre, ma soprattutto in questi momenti, la microcriminalità deve essere combattuta anche con un cambiamento della vita sociale a livello di paese o di quartiere, che porti a un movimento aggregativo che insaturi forti legami di conoscenza reciproca e che risvegli la responsabilità sociale di ognuno di noi. Detto ciò dobbiamo poter contare su forze dell'ordine potenziate e ben formate, presenti in modo capillare sul territorio e nella vita del paese, del quartiere e della città con il compito di garantire la sicurezza, in sinergia con la popolazione: perché la microcriminalità si combatte anche con i legami sociali e con il sentimento di appartenenza.
* CANDIDATO AL MUNICIPIO DI LUGANO