Il presidente dell'Ordine dei Medici cantonale commenta il caso della donna a cui sono stati asportati i seni per sbaglio: "Il problema oggi è che gli ospedali sono fabbriche dai ritmi frenetici e questo aumenta il rischio di errori"
LUGANO – Casi come quello emerso oggi della paziente a cui sono stati rimossi entrambe i seni per errore sono fortunatamente rari da noi, ma quando emergono non mancano di lasciare il segno. Oltre all'errore, a colpire in questa vicenda è poi il fatto che la donna abbia saputo la verità solo quattro mesi più tardi e che l'inchiesta ora in corso sia partita solo in seguito alla sua segnalazione e non a un'autodenuncia fatta dal medico. E il dito è stato puntato anche contro la stessa Clinica Sant'Anna, che ha però risposto sostenendo di non aver l'obbligo della denuncia.
Ma allora a chi compete questo obbligo? A rispondere, contattato dalla RSI, è il presidente dell'Ordine dei Medici cantonale Franco Denti che spiega che l'attuale legge sanitaria chiarisce in modo preciso l'obbligo della segnalazione da parte del medico. E per questo, aggiunge, l'atteggiamento avuto dal dottore "verrà valutato dalla Commissione deontologica dell'ordine".
Meno chiara invece la questione per quel che riguarda le strutture. "Nella revisione alla legge – spiega Denti – si progetta di specificare che anche queste abbiano l'obbligo di segnalare i casi. Ciò lascia intendere che con le attuali regole questo aspetto non è chiarito". C'è, insomma, una zona d'ombra.
Per quanto riguarda il medico che ha operato la paziente ("un uomo molto stimato sulla piazza sanitaria ticinese", racconta), Denti annuncia che l'OMCT aprirà un procedimento a suo carico, rimettendosi anche all'esito delle inchieste aperte dalla magistratura, dopodiché l'Ordine valuterà quali sanzioni dare all'uomo.
Il caso di cui è stata vittima la donna, a cui Denti rivolge tutta la propria solidarietà per le gravi conseguenze dell'errore medico subito, riporta alla ribalta un altro tema caro all'ordine.
"Da anni ci battiamo per riportare nelle strutture sanitarie un concetto di presa a carico del paziente anche dal punto di vista emotivo. In tutto il sistema sanitario svizzero, non solo in quello ticinese, ha però preso piede il concetto di rendimento: gli ospedali sono ormai aziende che devono produrre. Sembrano delle fabbriche, il lavoro è frenetico e questo non facilita l'operato di nessuno, né medici né infermieri, e anzi aumenta il rischio di commettere errori. Possiamo avere tutti i sistemi di controllo e sicurezza, che ci sono, ma sicuramente quello che ci vuole è il tempo da dedicare al paziente".