Il presidente dell'Ordine dei Medici Franco Denti:"C'è un piccolo allarme. Siamo in ritardo con la produzione. Ma le persone sane non hanno bisogno di vaccinarsi"
LUGANO – Riceviamo un comunicato dell’Ordine dei Medice. C’è scritto: “L’Ordine dei Medici del Cantone Ticino, in stretta collaborazione con l’Ufficio del Medico Cantonale, allo scopo di dare una risposta alla possibile carenza di vaccini antiinfluenzali, ha comunicato a tutti i suoi membri di essere a disposizione per fungere da coordinatore tra i colleghi che dovessero avere un esubero di vaccini e i colleghi che non ne avessero a sufficienza. In questo modo, la campagna nel nostro Cantone potrà avvenire senza intoppi”.
Dottore, ma che succede?
“C’è una piccola emergenza in corso e vogliamo correre ai ripari per tempo”.
“C’è un ritardo nella produzione dei vaccini. Un’azienda è in ritardo, e un'altra ha detto che ce li fornirà a fine ottobre. Lei consideri che le prime vaccinazioni, per i pazienti più a rischio, scattano proprio in quel periodo. E quindi ci mettiamo a disposizione per fare un po’ da banca”.
“Beh, se lei è un medico ed è in carenza di vaccini e ce n’è un altro che ne ha di più, grazie al nostro coordinamento, cerchiamo di bilanciare le cose, in modo che nessuno resti senza”.
“Vai a sapere…io qualche domanda me la faccio. È perché sono difficili da preparare? Certo, fare un vaccino è complicato, lo devi azzeccare. Ma forse non è tutto qui. Magari c’è un certo malessere nelle multinazionali della farmaceutica nei confronti della Svizzera? Me lo fa chiedere anche la carenza di farmaci oncologici, che sono i più costosi. Sa, la politica farmaceutica Svizzera, con i generici, non è molto apprezzata dalle multinazionali…”.
“Il laboratorio della Confederazione ne produce parecchi. Ma non a sufficienza. Il resto lo compriamo dalle multinazionali”
“In Svizzera mettiamo in magazzino circa un milione e trecentomila vaccini e ne facciamo fuori un milione”.
“Sì, certo. Come le ho detto prima il problema è di tempistica”.
“Ovvio, come tutto il personale sanitario sono tenuto a farlo”.
“Dipende. Se sei una persona a rischio, si. Altrimenti se sei una persona sana e vuoi farti la tua settimanella a casa con l’influenza, senza stress, non c’è bisogno”
“Esatto, non c’è bisogno”
Ma per chi proprio non sopporta i sintomi dell’influenza, meglio vaccinarsi.
“Ma no, non cada in questo errore. Il vaccino mica ti fa schivare l’influenza. Semplicemente ti mette al riparo da conseguenze più gravi, tipo le polmoniti”.
“Forse un po’ più forte. Dove è già passata si è manifestata così. Ma staremo a vedere”
Per quando l’appuntamento?
“Chissa…forse febbraio. Ma è ancora troppo presto per dirlo”.
AELLE