Marco Borradori ha dunque scelto: lascerà il Consiglio di Stato e si candiderà per il Municipio di Lugano.
La sua è stata una decisione "difficile e sofferta" - Il partito punta al sorpasso e alla conquista del sindacato
La sua è stata una decisione "difficile e sofferta" - Il partito punta al sorpasso e alla conquista del sindacato
Quella che fino all'ultimo, ancora ieri mattina, era un'ipotesi, anche se data per probabile, si è infine trasformata in certezza: Marco Borradori si candiderà per il Municipio di Lugano e lascerà quindi il Consiglio di Stato, nel quale siede da quasi 18 anni, e del quale è attualmente il presidente. L'atteso annuncio è arrivato ieri al capannone di Pregassona per bocca del presidente a vita della Lega, Giuliano Bignasca, che poco dopo mezzogiorno si è rivolto alla folta platea accorsa alla festa leghista. Le voci sulla discesa in campo di Borradori, inutile dirlo, si rincorrevano già in mattinata, alimentate anche da Borradori, che su Facebook e Twitter ha scritto: «Lugano stamattina: una bella domenica di sole per una giornata importante della mia vita».
A Pregassona, quello che potremmo ribattezzare «il Borradori day» è iniziato verso le 11.30 quando l'interessato è arrivato, percorrendo lentamente la stradina di accesso al piazzale, accolto da sorrisi e strette di mano. Un quarto d'ora prima era toccato a Bignasca, ma nulla, fino al discorso ufficiale, è trapelato. Nella sala tappezzata di prime pagine del «Mattino della Domenica», colori e bandiere leghiste, la mossa di Borradori è stata chiara quando Bignasca ha esordito con un'incitazione: «Adesso con il vostro aiuto tocca alla Lega». Precisato, poi, l'obiettivo elettorale: «Conquistare il sindacato e avere tre municipali della Lega» a Lugano. Scanditi dagli applausi sono arrivati i nomi dei candidati: oltre a Borradori e Bignasca, l'altro municipale uscente Lorenzo Quadri, Michele Foletti, Maruska Ortelli, Angelo Paparelli e Amanda Rückert . «Vorrei concludere la mia carriera politica con un vittorioso risultato che cambierà la storia di Lugano» ha terminato Bignasca. La parola è passata a Borradori per motivare una decisione che ha detto «difficile e offerta». La sua mossa ne implica infatti un'altra: «Al più tardi il 14 aprile non sarò più in Consiglio di Stato. Non voglio tenere i piedi in due scarpe» ha chiarito. Le dimissioni dal Governo verranno formalizzate il 25-28 febbraio, quando la lista sarà definitiva. Borradori non ha fatto mistero di puntare alla poltrona di sindaco, dichiarando che se verrà eletto si dedicherà totalmente al nuovo compito. Da notare, infine, la presenza tra gli outsider del presidente dell'UDC di Lugano Peter Walder («a Lugano ci vuole un cambio» ha detto) e del candidato al Municipio del PPD Franco Denti.
Scoperta la mossa di Borradori, resta ora da conoscere, il 13 dicembre, quella di Giorgio Giudici.
A Pregassona, quello che potremmo ribattezzare «il Borradori day» è iniziato verso le 11.30 quando l'interessato è arrivato, percorrendo lentamente la stradina di accesso al piazzale, accolto da sorrisi e strette di mano. Un quarto d'ora prima era toccato a Bignasca, ma nulla, fino al discorso ufficiale, è trapelato. Nella sala tappezzata di prime pagine del «Mattino della Domenica», colori e bandiere leghiste, la mossa di Borradori è stata chiara quando Bignasca ha esordito con un'incitazione: «Adesso con il vostro aiuto tocca alla Lega». Precisato, poi, l'obiettivo elettorale: «Conquistare il sindacato e avere tre municipali della Lega» a Lugano. Scanditi dagli applausi sono arrivati i nomi dei candidati: oltre a Borradori e Bignasca, l'altro municipale uscente Lorenzo Quadri, Michele Foletti, Maruska Ortelli, Angelo Paparelli e Amanda Rückert . «Vorrei concludere la mia carriera politica con un vittorioso risultato che cambierà la storia di Lugano» ha terminato Bignasca. La parola è passata a Borradori per motivare una decisione che ha detto «difficile e offerta». La sua mossa ne implica infatti un'altra: «Al più tardi il 14 aprile non sarò più in Consiglio di Stato. Non voglio tenere i piedi in due scarpe» ha chiarito. Le dimissioni dal Governo verranno formalizzate il 25-28 febbraio, quando la lista sarà definitiva. Borradori non ha fatto mistero di puntare alla poltrona di sindaco, dichiarando che se verrà eletto si dedicherà totalmente al nuovo compito. Da notare, infine, la presenza tra gli outsider del presidente dell'UDC di Lugano Peter Walder («a Lugano ci vuole un cambio» ha detto) e del candidato al Municipio del PPD Franco Denti.
Scoperta la mossa di Borradori, resta ora da conoscere, il 13 dicembre, quella di Giorgio Giudici.