Presentata un'iniziativa cantonale urgente che propone delle modifiche alla legge federale per mettere sotto controllo le casse malati
BELLINZONA – Dopo la mancata approvazione di una legge federale per la vigilanza sull'assicurazione sociale malattie, scatta l'offensiva dal Ticino contro i premi di cassa malati. È stata infatti presentata da Franco Denti un'iniziativa cantonale urgente, che, avvalendosi della facoltà concessa dalla Costituzione federale, chiede la modifica della LAMal. Cofirmatari sono Maristella Polli(PLR), Marco Chiesa (UCD), Michela Delcò Petralli (Verdi), Sergio Savoia (Verdi), Michele Foletti (Lega), Michele Guerra (Lega), Carlo Lepori (PS).
Dopo che il Parlamento federale non ha dato seguito alla proposta del Consiglio, resta d'attualità il problema di una base legale che regoli l'approvazione dei premi LAMal da parte dell'Autorità federale. Problema che "deve essere risolto con urgenza, per evitare il protrarsi di situazioni inaccettabili sotto il profilo dell'equità tra i Cantoni, che si ripercuotono in ultima analisi sulla credibilità stessa del sistema", spiegano i promotori dell'iniziativa.
In Ticino infatti, si legge sempre fra le motivazioni degli iniziativisti, "i premi LAMal degli ultimi anni continuano a soffrire di distorsioni inaccettabili sotto il profilo della giustizia verso la popolazione interna e dell'equità confederale". La situazione richiede quindi un intervento urgente, "anche parziale, in questo contesto, partendo dalla premessa che per legge i premi sono stabiliti per ogni Cantone e quindi essi devono corrispondere ai costi reali di gestione del sistema assicurativo-sanitario nel singolo Cantone".
Perciò, in attesa di una soluzione del problema a livello federale, "il Cantone Ticino propone, come soluzione di urgenza, la modifica della LAMal con l'introduzione delle basi legali specifiche che consentano all'Autorità federale di non approvare premi che si scostano dalla realtà fattuale in ogni Cantone in fatto di costi di gestione del sistema assicurativo-sanitario nel suo complesso; obbligare gli assicuratori a diminuire premi sovradimensionati e aumentare quelli sottostimati e, infine, correggere i premi che si sono rilevati, a consuntivo, eccedentari, rispettivamente carenti, in modo semplice, naturale e soprattutto senza costi amministrativi aggiuntivi, intervenendo immediatamente sulla formazione dei premi per gli anni successivi".
Questi i quattro punti cardine della richiesta di Denti e cofirmatari. A cui si aggiunge, "per preservare l'indispensabile controllo democratico sull'intero sistema, colmando così anche una vistosa lacuna determinatasi, e accentuatasi, nel corso degli anni", l'obbligo per l'Autorità federale di pubblicare annualmente il conto dei risultati della gestione dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie per singolo Cantone, accanto al dato federale aggregato che già viene reso noto". Nonché "la pubblicazione dello storico, sotto forma di sequenza cronologica, del risultato d'esercizio pro capite per ogni singolo Cantone".
"In pratica – spiegano – per ogni Cantone dovranno essere pubblicati i dati di base interni derivanti dalla gestione dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie. Si tratta di innovazioni che non comportano alcun costo amministrativo supplementare a monte, perché i dati in quanto tali sono conosciuti e servono proprio all'aggregazione dei medesimi per la pubblicazione del parametro complessivo nazionale nella statistica federale".
In questo modo si potrebbe restituire al sistema dell'assicurazione obbligatoria "una piena lettura democratica, possibile solo con la resa di dominio pubblico, e la pubblicazione formale, dei dati fondamentali. Bisogna poter leggere immediatamente da quali Cantoni provengono gli introiti che vanno a costituire le riserve, in quale misura e per quale entità".
Questo permetterebbe di evitare quanto accaduto per il Ticino. Infatti: "Una lettura democratica del contesto permette un controllo pubblico nel caso vi fossero squilibri contributivi nei singoli Cantoni, soprattutto se ripetuti sull'arco di più anni, come è capitato, e sta ancora capitando, in diversi Cantoni, Ticino compreso".