1. Quale dipartimento desidererebbe dirigere (motivi)?
Le mie preferenze vanno al DSS, per dirigere il quale penso di avere i numeri necessari che mi derivano da anni di esperienza in campo economico sanitario, in particolare in ambito progettuale e pianificatorio, sia a livello nazionale che cantonale.
Inoltre, come medico di famiglia ho, da sempre, il privilegio di raccogliere le confidenze delle persone grazie alle quali ho l’opportunità di conoscere a fondo le necessità dei cittadini pazienti che spesso vengono da me non solo per motivi legati alla salute, ma anche per rendermi partecipe delle loro esperienze di vita, fatte di dubbi, successi e sconfitte personali. È attraverso il valore aggiunto di queste esperienze che penso di poter portare al dipartimento della Sanità e Socialità un nuovo modo di porsi nei confronti delle sfide che ci attendono per i prossimi anni e anche dare una risposta più incisiva allo strapotere degli assicuratori malattia.
2. Come giudica l’operato del CdS in questa legislatura?
Questo Consiglio di Stato ha “giocato in difesa” per buona parte della legislatura ed è spesso stato silente quando sarebbe stato necessario agire in modo proattivo e uscire allo scoperto informando direttamente e con chiarezza l’opinione pubblica.
3. Quale sono le priorità per il Ticino per i prossimi 4 anni?
La nuova pianificazione sanitaria (di ospedali, cliniche e case per anziani) che Berna ci impone di concludere entro il 2015, che porta in sé il rischio di perdere di vista l’essere umano in un sistema sempre più frammentario e costoso e nel quale le leggi di mercato rischiano di porre in secondo piano il vero bisogno della popolazione ticinese in fatto di qualità di cure e di strutture adeguate. La disoccupazione, per risolvere la quale è necessaria una riforma strutturale di tutto il sistema della formazione, da attuarsi in stretta collaborazione con il mondo economico. Le aggregazioni, che devono passare dal convincimento della popolazione e non della coattività e che potrebbero favorire lo snellimento delle competenze amministrative dello Stato che possono essere in parte ad essi delegate, con evidente beneficio per tutti. La salvaguardia dell’ambiente, da realizzare attraverso una pianificazione unitaria e un maggior coinvolgimento dei cittadini nel campo del risparmio energetico. E da ultimo, ma non per questo meno importante, l’aumento del livello di sicurezza percepita che deve concretizzarsi attraverso una maggior presenza sul territorio delle forze dell’ordine e un potenziamento della magistratura, poiché il livello di democrazia di un paese si fonda anche sulla celerità dei procedimenti giudiziari.
4. Ritiene probabile un nuovo “sorpasso” della Lega in CdS?
Non so.
5. Che ripartizione partitica si attende per il CdS, (sempre 1-1-1-2?) e quale risultato percentuale per la sua lista?
Il raddoppio del PPD in Consiglio di Stato.
6. Alle ultime elezioni si è assistito al successo della liste senza intestazione e alla difficoltà dei partiti storici. E’ una tendenza che sarà confermata/accentuata?
Credo proprio di sì e la dimostrazione che questa tendenza sia seriamente presa in considerazione dal mondo politico è data dal fatto che un partito storico come il PPD abbia deciso di chiedere di candidarsi a un rappresentante della società civile. A bocce ferme, sarà da valutare quale sostegno il mondo politico avrà portato a questo “uomo nuovo”.
7. CdS rinnovato per 3/5, ci possono essere modifiche (rotazioni) nell’attribuzione dei dipartimenti, come avvenuto recentemente a livello federale?
La rotazione è auspicabile e deve fondarsi sulle conoscenze tecniche e politiche degli eletti che sono atout indispensabili per dare nuovi e più pragmatici impulsi all’attività del governo.
8. Quale soluzione al costante aumento dei costi della salute e dei premi assicurativi; è sufficiente, a suo giudizio, la prossima introduzione del criterio del “reddito disponibile” per i sussidi?
L’aumento dei costi della malattia sarà inevitabile in ragione di tre fattori positivi di civiltà: il progressivo allungamento della vita, la qualità della medicina in Svizzera e l’estesa democraticità di accesso al sistema sanitario.
È però vero che il peso dei premi d’assicurazione, che derivano dai costi della malattia, diventa sempre più un fattore di destabilizzazione dei bilanci domestici. Bisogna quindi cercare di contenere questi costi, senza tuttavia deteriorare la qualità della medicina fornita o porre ostacoli artificiali all’accesso alle cure. L’orientamento ottimale va nella direzione di promuovere il rapporto di fiducia tra il paziente e il proprio medico, in modo che la cura definita possa essere di qualità, ma nel contempo anche economica nel giusto senso. I criteri mirati di sussidiamento dei premi assicurativi possono agevolare meglio le persone di condizioni economiche modeste, ma di per sé non hanno incidenza sui costi della malattia.
La proposta concreta e fattibile consiste nell’attuare una razionalizzazione dell’offerta sanitaria, per esempio evitando i doppioni negli ospedali e nelle cliniche. L’ occasione d’oro sono la futura pianificazione sanitaria che dev’ essere completata entro e non oltre il 2015, nonché la messa in atto di una cassa malati cantonale o intercantonale che si occupi esclusivamente dell’assicurazione malattia obbligatoria. E, infine, dando una miglior risposta all’aumento continuo dei morosi che, nel marzo 2009 erano 17'302.
9. Al di là dell’esito del progetto amnistia, c’è spazio per nuovi sgravi a sostegno di economia e lavoro?
Sono per un’economia di mercato sociale nella quale il mercato deve essere lasciato libero di funzionare ma non di regolare l’insieme della vita sociale. In quest’ambito devono essere messi in atto dei meccanismi di riequilibrio esterni bilanciati da elementi di economia sociale predeterminati dei quali lo Stato si faccia garante. Lo Stato deve essere un interlocutore attento che impedisca la formazione di monopoli (come per esempio il cartello delle casse malati) e di posizioni di rendita, e inoltre, deve vegliare affinché i diritti individuali non vengano schiacciati dal sistema.
Riassumendo, penso a un liberalismo di tipo costituzionale, regolato giuridicamente e che sappia mantenere al centro il progetto del singolo essere umano, favorendo così la realizzazione della miglior convivenza possibile tra interesse privato e pubblico. Su queste basi vi sarà certamente lo spazio per parlare di sgravi.
10. Quali misure per arginare il rischio del dumping salariale e il costante aumento, sul lungo periodo, di frontalieri e lavoratori stranieri distaccati?
È necessario ritornare alla responsabilità individuale favorendo, a parità di competenze, i lavoratori autoctoni e questo malgrado gli accordi di Schengen che, pare, solo noi applichiamo alla lettera . Così potremo in parte controllare la disoccupazione e, per esempio, riassorbire quel 3.4% di senza lavoro generati dal mercato nel settore sanitario cui nessuno sembra prestare sufficiente attenzione.
Inoltre, non sono affatto contrario alla fissazione di quote massime di personale straniero (logicamente variabili a seconda del settore), favorendo con sgravi fiscali le imprese che le attuano.
In materia di dumping salariale sono poi favorevole alla fissazione di un salario minimo garantito.
11. L’UE chiede l’adattamento automatico nell’ordinamento svizzero delle nuove norme comunitarie su materie coperte dagli accordi bilaterali, che ne pensa?
Sono assolutamente contrario. Nei suoi rapporti con l’UE la Svizzera si è dimostrata “più papista del papa” ed ha evidenziato il suo atavico “complesso del primo della classe” mettendo immediatamente in atto i bilaterali, mentre nei paesi confinanti gli accordi restano, per la massima parte, lettera morta: un esempio per tutti è quello del riconoscimento dei titoli di studio e della possibilità di esercitare la libera professione nei paesi confinanti.
12. L’USTRA propone quasi tre anni (900 giorni) di chiusura per manutenzione della galleria del San Gottardo. Quali le alternative possibili?
Considero folle la proposta dell’USTRA che, come altre, pone in evidenza lo scarso peso politico del nostro Cantone per rapporto alla Svizzera e, a questo proposito sottolineo che sulle ragioni di tale situazione si potrebbero scrivere pagine intere di autocritica.
Come alternativa vedo il raddoppio della galleria del Gottardo (non come fattore di aumento dei volumi di transito, ma come opportunità di adeguamento della galleria alle norme internazionali di sicurezza che impongono di evitare l’incrocio dei veicoli) e lo sviluppo integrato tra strada e ferrovia del trasporto dei mezzi pesanti.
13. Ozono e polveri fini preoccupano, soprattutto del Sottoceneri, come intervenire?
Si tratta di un problema importante nel campo della salute pubblica. Alla sua soluzione dobbiamo contribuire tutti con il risparmio energetico e la ricerca e la realizzazione di nuove soluzioni nel campo delle energia pulite come per esempio l’utilizzo del fotovoltaico per la copertura del fabbisogno energetico di costruzioni di piccole e medie dimensioni favorite con sgravi fiscali.