Le reazioni alla revoca dell’autorizzazione di esercitare a Piercarlo Rey. La paziente che ha subito l’asportazione dei seni per errore è soddisfatta, così come Franco Denti («decisione dura, coraggiosa e condivisibile». Per il legale, invece, «non c’è proporzionalità».
LUGANO - Piercarlo Rey, dopo l'errore medico commesso alla clinica Sant'Anna, e soprattutto dopo averlo coperto mentendo a lungo, non potrà più esercitare: il DSS ha deciso per la revoca per 24 mesi l’autorizzazione al libero esercizio (sia come dipendente che come indipendente) della professione di medico.
Rey però non ci sta, e preannuncia ricorso. Il suo legale, Gabriele Massetti, parla di sproporzione fra quanto commesso e la scelta del DSS. «Una sanzione severa che a nostro modo di vedere non si giustifica solo per le possibili contestazioni fatte. Ricordiamo che il medico ha operato per anni tra la piena e incontestata soddisfazione di tutti, sia operatori che pazienti. In questa prima parziale disamina delle motivazioni riteniamo escluso che si possa lasciar crescere in giudicato una decisione tanto pesante, senza precedenti e che viola il principio di proporzionalità», ha dichiarato al Corriere del Ticino.
La paziente vittima dell'errore, invece, contattata da La Regione, tira un sospiro di sollievo. «Meno male che il DSS e la Commissione di vigilanza hanno preso finalmente posizione, meno male che i protocolli in sala operatoria sono stati migliorati alla clinica Sant’Anna così da evitare ad altri pazienti quello che ho subìto, così da evitare altri errori. Denunciare il mio caso è servito a qualcosa. Ora aspettiamo l’esito dell’inchiesta penale».
Soddisfatto infine il presidente dell'Ordine dei medici, Franco Denti. «Decisione dura, coraggiosa e condivisibile. Noi medici dobbiamo convivere con la possibilità di sbagliare. Ciò che disturba maggiormente è il fatto che è venuto a mancare il rapporto di fiducia. Una cosa che non deve far parte della nostra professione».
Rey però non ci sta, e preannuncia ricorso. Il suo legale, Gabriele Massetti, parla di sproporzione fra quanto commesso e la scelta del DSS. «Una sanzione severa che a nostro modo di vedere non si giustifica solo per le possibili contestazioni fatte. Ricordiamo che il medico ha operato per anni tra la piena e incontestata soddisfazione di tutti, sia operatori che pazienti. In questa prima parziale disamina delle motivazioni riteniamo escluso che si possa lasciar crescere in giudicato una decisione tanto pesante, senza precedenti e che viola il principio di proporzionalità», ha dichiarato al Corriere del Ticino.
La paziente vittima dell'errore, invece, contattata da La Regione, tira un sospiro di sollievo. «Meno male che il DSS e la Commissione di vigilanza hanno preso finalmente posizione, meno male che i protocolli in sala operatoria sono stati migliorati alla clinica Sant’Anna così da evitare ad altri pazienti quello che ho subìto, così da evitare altri errori. Denunciare il mio caso è servito a qualcosa. Ora aspettiamo l’esito dell’inchiesta penale».
Soddisfatto infine il presidente dell'Ordine dei medici, Franco Denti. «Decisione dura, coraggiosa e condivisibile. Noi medici dobbiamo convivere con la possibilità di sbagliare. Ciò che disturba maggiormente è il fatto che è venuto a mancare il rapporto di fiducia. Una cosa che non deve far parte della nostra professione».