Per il presidente dell'Ordine ticinese dei medici quella presa dal popolo «è una decisione giusta, perché per togliere 20 franchi a chi non ha bisogno, si andava a toglierne 300 a chi invece ha bisogno». Detto ciò, Franco Denti , che è pure deputato del Ppd in Gran Consiglio, ritiene che si sia persa un'occasione «per fare un discorso di razionalizzazione del sistema della socialità in Ticino». E quindi «per arrivare a una socialità più equa e mirata». La speranza, aggiunge Denti, «è che adesso il governo recepisca quello che da più parti si è già chiesto: una modifica in tempi brevi del sistema». Perché se non cambia, aggiunge, «l'anno prossimo, con l'aumento intorno al 4 per cento dei premi, il 40 per cento della popolazione avrebbe diritto al sussidio». Per questo «come Ordine abbiamo proposto e proponiamo una modifica del sistema incentrata sul reddito imponibile federale». Secondo Olivio Lama , segretario generale di Santésuisse Ticino, l'associazione che riunisce diversi assicuratori, la campagna in vista della votazione di ieri «è stata strumentalizzata: c'è chi ha parlato di tagli lineari, quando di tagli lineari non si trattava assolutamente. I tagli avrebbero infatti riguardato solo le fasce alte della popolazione. La riforma proposta teneva oltretutto conto delle nuove abitudini dei cittadini, che cercano e optano per forme assicurative non più tradizionali. Insomma, la misura indicata dal Dss era più che ragionevole».
Denti: serva una socialità più mirata - LaRegione