L'ex deputato PPD ha spiegato i motivi del suo passaggio ai Verdi – Savoia: «È stato un lungo lavoro»
Dal 1. gennaio Franco Denti non siederà più sui banchi del Gran Consiglio. Rispettando gli accordi presi con il suo ormai ex partito, il PPD, rimetterà il suo mandato al Parlamento e lascerà il suo posto a fine anno. La seduta di dicembre sarà dunque la sua ultima seduta per questa Legislatura. Poi si vedrà, di certo c'è che sarà sulla lista dei Verdi per il Gran Consiglio di aprile 2015, su quella per la corsa al Consiglio di Stato ancora non si sa. «Non gli è stato assicurato nessun posto» ha sottolineato il coordinatore Sergio Savoia . L'adesione di Denti al gruppo dei Verdi è il risultato di un «lavoro lungo» e pure di un lungo chiamiamolo così corteggiamento perché, come ha spiegato ieri Savoia al Canvetto Luganese (e per non lasciare nulla al caso nella sala verde) «non siamo stati gli unici a bussare alla porta di Denti». Ma, ha continuato Savoia, la scelta di andare verso l'ex deputato pipidino non è stata «un'iniziativa personale. Io mi sono mosso con la copertura politica del nostro comitato».
N.R.
Che ci fosse aria di crisi tra Denti e il PPD era visibile da tempo, più volte il presidente dell'Ordine dei medici si era distanziato dalla posizione del suo partito, ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la scelta del Distretto di Lugano di introdurre tre circondari per le prossime elezioni che porterà la sezione cittadina ad avere un solo seggio al posto degli attuali cinque. «Quindi si è posto un problema di opportunità, come Franco Denti potevo accettare una sfida e perderla, come presidente dell'OMCT no e quindi ho cercato delle alternative» ha spiegato in tutta franchezza il neoecologista, aggiungendo di aver ipotizzato anche il ritiro. «Ho scelto i Verdi perché mi hanno offerto una possibilità interessante, rispettando le mie idee» ha continuato, non nascondendo la sua simpatia per la Lega e non negando di essere stato contattato da più partiti. Per quanto riguarda il programma politico dei Verdi, Denti lo ha riassunto in cinque punti: il Cantone, il lavoro, il territorio, la socialità e la solidarietà, il creato «che è da difendere». E ha voluto chiarire la sua posizione sul raddoppio del San Gottardo. «Io sono sempre stato contrario al raddoppio così com'è» ha detto, aggiungendo di aver analizzato il tema. Il neoecologista l'ha poi messa sul ridere: «Sono arrivato alla fine del mio itinerare che credo possa essere rappresentato nell'augurio fatto dal mio amico-nemico Carlo Luigi Caimi» ha concluso, riferendosi al post su Facebook («finalmente avrà un posto dove sedersi»). Dal canto suo Savoia ha ribadito che questa collaborazione con Denti non è un messaggio elettorale ma politico «del partito che vogliamo costruire, aperto anche a persone di altri partiti» ha detto, aggiungendo che il tentativo di apertura non è finito con l'arrivo dl presidente dell'OMCT nelle fila dei Verdi. Candidati che, ha spiegato Savoia, dovranno sottoscrivere alcuni punti fondamentali, non soltanto ambientali, del programma. «Sui punti fermi ci siamo intesi con Denti» ha concluso.