Il deputato e presidente dell'Ordine dei medici interpella il vertice del Parlamento "Esiste un palese conflitto d'interessi, ma l'EOC non è competente per decidere
«Il Governo sostituisca Ignazio Cassis nel Consiglio di amministrazione dell'Ente ospedaliero». Anche se in termini non così diretti, è questa la richiesta contenuta in una lettera trasmessa dal deputato del PPD Franco Denti al presidente del Gran Consiglio Michele Foletti. Dopo le prese di posizione di
esponenti di vari partiti, che hanno denunciato il conflitto di interessi in cui, a loro avviso, si troverebbe Ignazio Cassis in quanto presidente del nuovo
cartello delle casse malati Curafutura, è arrivato l'altro giorno il primo passo ufficiale.
«Sarebbe opportuno che l'Ufficio presidenziale del Gran Consiglio solleciti il Consiglio di Stato a rivedere la propria rappresentanza nel CdA dell'Ente al più presto, senza attendere la riunione del CdA ( NDR il 10 maggio) che non è competente nel merito. Questo in nome della trasparenza e a salvaguardia degli interessi dell'EOC e della sanità ticinese nonché del popolo ticinese», scrive il deputato. Il quale, sempre in tema di conflitto d'interesse, evidenzia pure come sul Registro di commercio la cancellazione di Ignazio Cassis dal Consiglio di amministrazione dell'Ospedale Malcantonese-Fondazione Giuseppe Rossi sia avvenuta solo il 17 aprile e pubblicata il 22 sul Foglio ufficiale, a pochi giorni dall'ufficializzazione della nomina di presidente CdA di Curafutura. Questo mentre Cassis era stato nominato nell'EOC il 15 dicembre 2011 e, secondo il Governo, aveva inoltrato le dimissioni da membro del Consiglio di Fondazione il giorno dopo, in data 16 dicembre 2011.
L'Ufficio presidenziale del Gran Consiglio dovrebbe parlarne lunedì, prima della sessione parlamentare. Denti ha seguito la via di servizio, visto che per legge è il Gran Consiglio a nominare i membri del CdA su proposta del Governo. «Il CdA dell'ente non ha nessun potere politico», dice Denti, da noi interpellato. «Al massimo può consigliare ad un suo membro le dimissioni». Ma nel caso di Curafutura dove risiederebbe il conflitto d'interesse? «Non è una questione giuridica Anzi, focalizzarsi su questo è un modo per evitare il problema. È piuttosto una questione di opportunità politica. Fra premi pagati in eccesso che rischiano fortemente di non essere restituiti, riserve degli assicuratori nazionalizzate e non più cantonalizzate e contrasti tariffali per ospedali, cliniche, medici e fisioterapisti, di motivi che rendono inopportuna la presenza di un alto rappresentante delle casse malati in una struttura pubblica, ce ne sono diversi. Il conflitto d'interesse è palese. Senza contare, ma questo è ancora un altro discorso, che Cassis non ha mai sostenuto una rivendicazione ticinese».
Denti è anche presidente dell'Ordine dei medici. La sua è una richiesta personale o dietro ha anche la categoria? «Fra i medici c'è un disagio diffuso.
Bene inteso, Cassis è libero di fare ciò che vuole, perché non appartiene più né all'OMCT né alla federazione dei medici svizzeri. Ma è evidente che questa situazione ha lasciato tutti un po sbigottiti. I membri hanno chiesto una precisa presa di posizione». Visti i vostri dissapori passati si potrebbe
pensare che ci siano dei motivi personali dietro la sua richiesta. «È solo una questione politica. E da quanto si è potuto leggere in questi giorni da parte
di vari colleghi deputati, a pensare che ci sia un conflitto d'interesse non sono solo io. Le nostre visioni ormai divergono su quasi tutto. Ricordo che l'OMCT aveva sostenuto Cassis alle elezioni federali del 2007, ma le aspettative, pensiamo solo alla questione del managed care, erano ben altre».
L'Ordine ha comunque sempre sollecitato la presenza di un medico nel vertice dell'Ente. Perché ci sarebbe conflitto d'interesse per Cassis e non per l'OMCT?
«A scanso d'equivoci premetto che io non ho mai rivendicato questo posto.
L'OMCT non ha mai chiesto che ci fosse un suo rappresentante. Aveva proposto di inserire un medico di famiglia, per favorire il rapporto fra l'istituzione e
la medicina di prossimità. Tutto qui. Poi il Governo ha scelto Cassis».
esponenti di vari partiti, che hanno denunciato il conflitto di interessi in cui, a loro avviso, si troverebbe Ignazio Cassis in quanto presidente del nuovo
cartello delle casse malati Curafutura, è arrivato l'altro giorno il primo passo ufficiale.
«Sarebbe opportuno che l'Ufficio presidenziale del Gran Consiglio solleciti il Consiglio di Stato a rivedere la propria rappresentanza nel CdA dell'Ente al più presto, senza attendere la riunione del CdA ( NDR il 10 maggio) che non è competente nel merito. Questo in nome della trasparenza e a salvaguardia degli interessi dell'EOC e della sanità ticinese nonché del popolo ticinese», scrive il deputato. Il quale, sempre in tema di conflitto d'interesse, evidenzia pure come sul Registro di commercio la cancellazione di Ignazio Cassis dal Consiglio di amministrazione dell'Ospedale Malcantonese-Fondazione Giuseppe Rossi sia avvenuta solo il 17 aprile e pubblicata il 22 sul Foglio ufficiale, a pochi giorni dall'ufficializzazione della nomina di presidente CdA di Curafutura. Questo mentre Cassis era stato nominato nell'EOC il 15 dicembre 2011 e, secondo il Governo, aveva inoltrato le dimissioni da membro del Consiglio di Fondazione il giorno dopo, in data 16 dicembre 2011.
L'Ufficio presidenziale del Gran Consiglio dovrebbe parlarne lunedì, prima della sessione parlamentare. Denti ha seguito la via di servizio, visto che per legge è il Gran Consiglio a nominare i membri del CdA su proposta del Governo. «Il CdA dell'ente non ha nessun potere politico», dice Denti, da noi interpellato. «Al massimo può consigliare ad un suo membro le dimissioni». Ma nel caso di Curafutura dove risiederebbe il conflitto d'interesse? «Non è una questione giuridica Anzi, focalizzarsi su questo è un modo per evitare il problema. È piuttosto una questione di opportunità politica. Fra premi pagati in eccesso che rischiano fortemente di non essere restituiti, riserve degli assicuratori nazionalizzate e non più cantonalizzate e contrasti tariffali per ospedali, cliniche, medici e fisioterapisti, di motivi che rendono inopportuna la presenza di un alto rappresentante delle casse malati in una struttura pubblica, ce ne sono diversi. Il conflitto d'interesse è palese. Senza contare, ma questo è ancora un altro discorso, che Cassis non ha mai sostenuto una rivendicazione ticinese».
Denti è anche presidente dell'Ordine dei medici. La sua è una richiesta personale o dietro ha anche la categoria? «Fra i medici c'è un disagio diffuso.
Bene inteso, Cassis è libero di fare ciò che vuole, perché non appartiene più né all'OMCT né alla federazione dei medici svizzeri. Ma è evidente che questa situazione ha lasciato tutti un po sbigottiti. I membri hanno chiesto una precisa presa di posizione». Visti i vostri dissapori passati si potrebbe
pensare che ci siano dei motivi personali dietro la sua richiesta. «È solo una questione politica. E da quanto si è potuto leggere in questi giorni da parte
di vari colleghi deputati, a pensare che ci sia un conflitto d'interesse non sono solo io. Le nostre visioni ormai divergono su quasi tutto. Ricordo che l'OMCT aveva sostenuto Cassis alle elezioni federali del 2007, ma le aspettative, pensiamo solo alla questione del managed care, erano ben altre».
L'Ordine ha comunque sempre sollecitato la presenza di un medico nel vertice dell'Ente. Perché ci sarebbe conflitto d'interesse per Cassis e non per l'OMCT?
«A scanso d'equivoci premetto che io non ho mai rivendicato questo posto.
L'OMCT non ha mai chiesto che ci fosse un suo rappresentante. Aveva proposto di inserire un medico di famiglia, per favorire il rapporto fra l'istituzione e
la medicina di prossimità. Tutto qui. Poi il Governo ha scelto Cassis».