Il presidente dell'Associazione NOI : "Se interrompessimo la pratica antichissima dell'ospitalità, smetteremo di essere civili e umani. I popoli saggi sapevano che l'ospitalità conviene a tutti, anche se individualmente costa a ciascuno"
di Franco Denti*
Fra qualche settimana il nostro cantone ritornerà ad essere confrontato con la problematiche dei migranti in maniera mai vista prima d'ora.
Le autorità federali e cantonali presto ci renderanno partecipi delle misure che dovranno prendere per rispondere a quello che assomiglierà sempre più a un esodo e non a una "normale" migrazione delle genti. Sarà un evento straordinario e come tale richiederà sforzi straordinari da ogni punto di vista: dalla logistica ai controlli di sicurezza. E a questo proposito mi sovviene un articolo pubblicato sull'Avvenire, che iniziava con la frase "il dovere di ospitalità è il Muro maestro della civiltà".
In italiano la parole ospite indica sia colui che ospita sia colui che è ospitato. Nelle culture antiche, dove vigeva la "Legge del Taglione" e non era riconosciuto quasi nessuno dei diritti dell'uomo che il mondo occidentale ha conquistato e diffuso nei secoli, l'ospitalità fu scelta come prima pietra di civiltà. La cultura europea è nata dall'incontro tra l'umanesimo giudaico-cristiano e quello greco-romano ed è fondato sull'ospitalità. Tuttavia è innegabile che in Europa, periodicamente e per tempi anche lunghi, serpeggia l'anima "polifemica" (Polifemo divorava i suoi ospiti invece di accoglierli).
Se interrompessimo la pratica antichissima dell'ospitalità, smetteremo di essere civili e umani. I popoli saggi sapevano che l'ospitalità conviene a tutti, anche se individualmente costa a ciascuno.
Ecco, quando fra qualche settimana il problema dell'ospitalità si riproporrà e riempirà le pagine dei giornali e dei media, mi piacerebbe che queste poche righe possano essere utili a ricordarci da dove veniamo e chi siamo.
*Presidente associazione NOI Ticino