A partire dalle prossime elezioni comunali saranno pubblicati anche i dati di panachage, ovvero i voti preferenziali relativi a partiti e candidati. Attualmente questa possibilità è prevista solo per le elezioni del Gran Consiglio, del Consiglio di Stato e del Consiglio nazionale. Per i partiti viene reso pubblico il numero complessivo dei voti preferenziali attribuiti ad altre liste e ricevuti da ogni altra lista; per i candidati, il numero complessivo dei voti preferenziali ottenuti sulla loro lista e da ogni altra lista. Finora la pubblicazione dei dati a livello comunale non è stata prevista per questioni di segretezza del voto. Il timore è che nelle piccole località si possa risalire al voto del singolo elettore e vedere chi ha votato per chi. Ma per la Commissione speciale dei diritti politici questo problema non sussiste. La maggioranza dei commissari ha approvato un'iniziativa elaborata di Franco Denti (PPD) e sottoscritta da deputati di altri quattro partiti, che chiedono di rendere noti i dati di panachage delle elezioni comunali.
L'iniziativista, che nel 2013 aveva preso parte alle elezioni comunali di Lugano, aveva motivato la sua richiesta con l'opportunità di capire le dinamiche politiche evidenziate dal voto di panachage.
Ma partendo dal suo caso di candidato al Municipio luganese, aveva addotto anche ragioni di carattere personale: a Lugano infatti, era giunto secondo sulla lista popolare-democratica, ottenendo il doppio dei voti rispetto al candidato giunto nella medesima posizione nel 2008, senza tuttavia sapere da dove provenivano tutti questi consensi.
Denti aveva fatto anche una duplice richiesta: rendere retroattiva la pubblicazione dei dati al 2012 e prevederla solo nei Comuni con più di 1.000 iscritti in catalogo, così da tutelare la segretezza del voto. Con la precisazione, che si dovrebbero pubblicare solo i dati complessivi e non quelli per singolo ufficio elettorale.
La prima richiesta, spiega il relatore di maggioranza Francesco Cavalli (PS), non può giocoforza essere accolta. Se non ci sono ricorsi, il materiale di voto viene distrutto dopo un mese dalla pubblicazione dei risultati, da parte dell'autorità competente per la custodia. La maggioranza della commissione ha invece deciso di estendere a tutti i Comuni, indipendentemente dal numero degli iscritti in catalogo, la pubblicazione dei dati di panachage per l'elezione di Municipi e Consigli comunali. «A questo proposito va precisato che nei Comuni più piccoli (che oltretutto stanno scomparendo) le elezioni comunali sono generalmente tacite».
In occasione dell'ultima tornata, le elezioni sono avvenute in forma tacita in 39 Comuni con meno di 1.000 iscritti,mentre in altri 37 si è votato normalmente. Fra i Comuni con meno di 500 elettori figurano Personico, Astano, Neggio, Cresciano, Brusino Arsizio, Maroggia, Vernate, Brione s.Minusio, Morcote, Lavizzara, Ronco s.Ascona, Gnosca e Bodio. «Anche con poco più di 150 schede non è per nulla semplice estrapolare il contenuto di singole schede o le scelte di singoli elettori.
La garanzia di segretezza del voto non dovrebbe pertanto essere intaccata».
L'iniziativista, che nel 2013 aveva preso parte alle elezioni comunali di Lugano, aveva motivato la sua richiesta con l'opportunità di capire le dinamiche politiche evidenziate dal voto di panachage.
Ma partendo dal suo caso di candidato al Municipio luganese, aveva addotto anche ragioni di carattere personale: a Lugano infatti, era giunto secondo sulla lista popolare-democratica, ottenendo il doppio dei voti rispetto al candidato giunto nella medesima posizione nel 2008, senza tuttavia sapere da dove provenivano tutti questi consensi.
Denti aveva fatto anche una duplice richiesta: rendere retroattiva la pubblicazione dei dati al 2012 e prevederla solo nei Comuni con più di 1.000 iscritti in catalogo, così da tutelare la segretezza del voto. Con la precisazione, che si dovrebbero pubblicare solo i dati complessivi e non quelli per singolo ufficio elettorale.
La prima richiesta, spiega il relatore di maggioranza Francesco Cavalli (PS), non può giocoforza essere accolta. Se non ci sono ricorsi, il materiale di voto viene distrutto dopo un mese dalla pubblicazione dei risultati, da parte dell'autorità competente per la custodia. La maggioranza della commissione ha invece deciso di estendere a tutti i Comuni, indipendentemente dal numero degli iscritti in catalogo, la pubblicazione dei dati di panachage per l'elezione di Municipi e Consigli comunali. «A questo proposito va precisato che nei Comuni più piccoli (che oltretutto stanno scomparendo) le elezioni comunali sono generalmente tacite».
In occasione dell'ultima tornata, le elezioni sono avvenute in forma tacita in 39 Comuni con meno di 1.000 iscritti,mentre in altri 37 si è votato normalmente. Fra i Comuni con meno di 500 elettori figurano Personico, Astano, Neggio, Cresciano, Brusino Arsizio, Maroggia, Vernate, Brione s.Minusio, Morcote, Lavizzara, Ronco s.Ascona, Gnosca e Bodio. «Anche con poco più di 150 schede non è per nulla semplice estrapolare il contenuto di singole schede o le scelte di singoli elettori.
La garanzia di segretezza del voto non dovrebbe pertanto essere intaccata».