Ospedali,cliniche,chirurghi e specialisti disposti a pagare i colleghi per farsi assegnare i malati
PATRIZIA GUENZI
Per la prima volta un dottore svela i metodi poco ortodossi nell'ambiente medico.Flussi di denaro che passano di tasca in tasca per guadagnare ancora di più
La clinica privata X regala un nuovo apparecchio per la Tac all'ospedale cantonale Y che, in cambio, gli garantisce dei ricoveri. È solo un esempio, uno dei tanti, neanche il più scandaloso, che ben descrive la tecnica del Kick-backs in corsia, termine inglese, più chic di "corruzione", e che nell' ambiente sanitario si chiama "comparaggio" (accordo illecito). Tanti i sospetti, ma nessuno l'aveva mai detto apertamente. Il primo a farlo è stato Daniel Flach, medico e amministratore del City Notfall, uno dei principali centri di pronto soccorso di Berna. In un recente congresso, organizzato nella capitale, Flach ha parlato di flussi di denaro che scorrono tra medici, specialisti, chirurghi, cliniche e ospedali,definendo tutto ciò, senza tanti giri di parole, tangenti. In forma anonima, ha presentato quattro esempi - i più comuni - per spiegare come funziona la corsa per accaparrarsi il maggior numero di pazienti. Un dare e avere sulla pelle dei malati che tutto fa venire in mente fuorché il giuramento di Ippocrate, con le regole fondamentali della deontologia medica. Contattato dal Caffè, Flach non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione, solo: "Quello che avevo da denunciare l'ho detto, non mi pare il caso di aggiungere altro". Felix Schneuwly, esperto di sanità di Comparis, servizio on line di confronto della Svizzera, osserva: "È una palese violazione della fiducia del paziente". Un po' come quando le case farmaceutiche "spingono" i medici, con regali vari e viaggi, a prescrivere soprattutto i loro prodotti.
"Una palese violazione della fiducia che la persona ripone nel proprio curante" Clienti garantiti in cambio di un centinaio di franchi ai partecipanti di un corso"
Sino ad oggi nessuno aveva mai avuto il coraggio di parlare di tangenti in modo così chiaro e davanti ad una platea così folta di camici bianchi. Il dottor Daniel Flach, invece, un po' come il bambino della celebre fiaba di Andersen, ha gridato "il re è nudo" e ha scoperchiato un maleodorante pentolone. Come ha sottolineato Peter Indra, ex vicedirettore dell'Ufficio federale della sanità pubblica e attuale capo del Dipartimento della sanità di Basilea-Città, interpellato dall'Aargauer Zeitung che ha ripreso l'exploit di Flach. E l'esperto di Comparis rincara: "C'è uno sfruttamento del paziente che, a sua insaputa, viene venduto al miglior offerente. A chi paga di più, invece che allo specialista o alla struttura più appropriata. Ma dal mio medico mi aspetto che mi proponga il meglio per la mia patologia, altrimenti mi sentirei tradito. Raccomando sempre ai pazienti di chiedere su quali criteri di qualità si basa la proposta di cura".
Durante il suo intervento, Flach ha sottolineato che in tre dei quattro casi da lui citati, il pagamento finiva direttamente nelle tasche del medico in questione, che collaborava con una rete di cura o un centro Hmo. Organizzazioni inesistenti, per ora, in Ticino, e che raggruppano pazienti che hanno rinunciato in parte o del tutto alla libera scelta del medico (casi urgenti esclusi) in cambio di un ribasso sul premio di cassa malati. "Ma se il nostro medico è più interessato al suo portafogli che alla nostra salute, non ha alcun senso pagare di più la cassa malati - nota Schneuwly -. Tanto lo specialista e l'istituto li sceglierà lui. È importante che l'Ufficio federale della salute vigili sull'applicazione della Legge sull'assicurazione malattia. Anche a livello cantonale vanno sorvegliati medici e ospedali, sul piano legale intendo".
Il modus operandi di alcune reti di cura è stato confermato pure da un rappresentante di una clinica privata: sempre più spesso centri o studi medici associati offrono un compenso in cambio di pazienti. "Permette ad alcuni dottori di integrare il loro reddito decisamente inferiore a quello dei colleghi specialisti", ha ricordato Flach, che ha elencato altri stratagemmi: un medico invia il paziente da un chirurgo, a condizione che questi gli assicuri di poter assistere all'operazione e in cambio di un onorario che varia dai 700 ai 1500 franchi. Oppure, un'altra forma di "sovvenzione" è il pagamento di un indennizzo per entrare a far parte di un "circolo di qualità": lo specialista di turno, in pratica, organizza un corso di formazione per medici di base, versa ai partecipanti un paio di cento franchi e si vedrà così assegnati, in futuro, tutti i loro pazienti.
Flach è un fiume in piena. Non nasconde disappunto e delusione nei confronti di quei colleghi che violano la deontologia professionale; ricorda pure che il codice etico Fmh vieta qualsiasi compenso per l'assegnazione di pazienti. E ha concluso la sua denuncia al congresso con altri aneddoti di cattiva medicina: "L'ospedale privato che versa a uno studio medico 500 franchi per ogni paziente che gli invia, o l'ospedale pubblico che 'si accorda' con una rete di cura per ogni paziente sottoposto a una risonsanza nel nosocomio. Ma anche l'ortopedico che contatta il nostro centro per farsi assegnare dei malati in cambio di denaro, mentre noi già disponiamo di un gruppo di chirurghi di ottima qualità. E questo ortopedico neanche figura tra i dieci migliori nel suo campo... Probabilmente non lavora abbastanza". A fine congresso, uno specialista in malattie reumatiche con un moto di coraggio si è alzato sbottando: "Chi è pronto a pagare per avere pazienti ha un problema di qualità".
"Una palese violazione della fiducia che la persona ripone nel proprio curante" Clienti garantiti in cambio di un centinaio di franchi ai partecipanti di un corso"
“Il modello managed care incentiva il comparaggio, ecco perché in Ticino...”
La realtà cantonale vista dai vertici dell'Ordine,Denti invita Flach a"tirar fuori le prove" 2/L'opinione
L'ultima segnalazione per sospetto comparaggio in Ticino c'è stata nel 2008. È un comportamento assolutamente proibito, ricordo che se ne occupò la Commissione deontologica. È evidente che i controlli funzionano. Non ricordo come andò a finire, quindi significa che non fu nulla di eclatante. Forse solo un sospetto, poi chiarito". Franco Denti, presidente dell'Ordine dei medici del cantone, risponde con il suo consueto aplomb. E aggiunge: "In Ticino non esistono le reti di cura che hanno costi gestionali molto alti e in qualche modo devono far quadrare i conti". E alle dichiarazioni del collega bernese Daniel Flach replica: "Tiri fuori le prove -. Le sue sono accuse molto gravi. Bisogna approfondire".
Più pacata la reazione del dottor Nello Broggini. Il vice presidente dell'Ordine si dice fiducioso dell'onestà dei camici bianchi ticinesi: "Non mi risulta che nel cantone esista il comparaggio - nota -. Sarei stupito del contrario. Un comportamento estremamente grave, da condannare severamente". Secondo Broggini, il malaffare svelato da Flach tocca altre realtà, più ampie e articolate, dove il criterio economico è predominante. "Ad esempio - chiarisce -, a livello di grosse cliniche, soprattutto presenti nella Svizzera tedesca, ambienti in cui prevale l'aspetto commerciale". E Denti aggiunge: "Ospedali importanti e grandi laboratori medici hanno il potere economico. Ma, ripeto, la presenza di reti di cura sono un forte incentivo. Per loro è fondamentale far quadrare il bilancio".
Eppure, stando a quanto dichiarato da Flach, tutti, dal medico allo specialista, dalla clinica privata allo studio ortopedico passando per gli ospedali sarebbero coinvolti nell'"affaire" comparaggio, pur di assicurarsi il maggior numero di pazienti. Ma Broggini insiste: "Nella Svizzera tedesca tutta la medicina si muove su principi economici più spinti. In Ticino ancora non esiste questo tipo di mentalità e nemmeno c'è l'abitudine di aprire studi medici solo secondo criteri economici. Penso a società anonime, partecipazioni azionarie e via dicendo. Ecco, tutto ciò fortunatamente non appartiene ancora alla nostra realtà.".
Sarà pure un'altra realtà ma, di fatto, è inutile negarlo: tutto il mondo è paese. E la tentazione di rimpinguare il proprio stipendio mensile sfiora un po' tutti. Da Basilea a Chiasso, da Ginevra a Coira. "Purtroppo sì - ammette Broggini -, ma spero prevalga la deontologia professionale e la legge. Sono comportamenti non ammissibili e da condannare". E il vice presidente dell'Ordine accenna al managed care, reti di cura in cui dottori di base, internisti, pediatri, specialisti si associano. Un modello di sanità strenuamente combattuto dalla maggior parte dei medici ticinesi e rifiutata pure dai cittadini nel giugno 2012. "Un dirigismo economico che per la maggior parte dei pazienti sopprime la libera scelta del curante - spiega Broggini -. Il rischio è che non ci sia solo una razionalità di tipo sanitario, ma pure economica e che questa si imponga, dunque, nella scelta delle terapie e nella gestione degli studi medici".