Le riserve in eccesso superano oramai i 400 milioni. E i medici chiedono vengano riversate nella loro totalità
Per sanare i problemi del passato non basta una sorta di "accordo extragiudiziale", un compromesso al retrogusto di contentino. In Ticino si è pagato – e si continua tuttora a pagare – premi di cassa malati troppo elevati. Tanto che le riserve in eccedenza superano "con tutta verosimiglianza" i quattrocento milioni di franchi. Ecco perché, appoggiandosi su uno studio del consulente privato ed ex responsabile dell'Ufficio cantonale dell'assicurazione malattia Bruno Cereghetti , l'Ordine dei medici ticinese (Omct) chiede il "congelamento" dei premi. In modo da appianare, anno dopo anno, le divergenze tra i vari cantoni e rimborsare la "totalità" di quanto versato in eccesso a sud del Gottardo.
Secondo la LaMal (la Legge federale sull'assicurazione malattie) alle varie casse malati « non è consentito – ha ricordato Cereghetti – ripartire gli utili d'esercizio sotto forma di dividendi ». Quanto 'guadagnato', per dirla in parole povere, va riversato nelle cosiddette riserve, « nei forzieri degli assicuratori ». E a sud del Gottardo, stando ai dati forniti ieri, si è versato parecchio. Troppo. Mettendo fine a « un valzer delle cifre », il consulente ha infatti rilevato che per il Ticino « a fine 2013 le riserve segneranno una crescita e l'eccedenza si manterrà sempre superiore ai 400 milioni di franchi ». Ovvero, il quadruplo di quel centinaio di milioni che secondo Berna andrebbe eventualmente ristornato al Ticino per compensare quanto pagato in eccesso fino al 2011.
Ma "perché fermarsi al 2011?", si chiede l'Omct. Beh, perché dal 2012 è stato introdotto – « senza base legale sufficiente », come sottolinea Cereghetti – un nuovo modello basato sul rischio per calcolare l'ammontare delle riserve. Peccato che « è cambiato tutto, ma non è cambiato niente ». Tanto che «i premi 2013 » contengono «i germi della non equità ». E vanno dunque rimborsati, così come quelli precedenti. Anche perché secondo Cereghetti la 'malattia delle casse malati' non guarirà nemmeno con l'introduzione della Legge sulla vigilanza sulla LaMal.
Che fare dunque? Prima di tutto richiedere « maggiore trasparenza » a Berna e in particolare all'Ufficio federale della sanità pubblica che non indica più i dati sulle riserve. E poi il presidente dell'Omct Franco Denti auspica che « il Consiglio di Stato o la deputazione ticinese alle Camere federali facciano propria » la proposta presentata nello studio dell'ex direttore dell'Ufficio cantonale assicurazione malattia. Una proposta con cui si vuole in sostanza risolvere "all'insegna dell'equità" la questione delle riserve. Due i punti cardine. Innanzitutto, a detta dell'Omct la somma deve corrispondere "alla totalità di quanto gli assicurati hanno versato in più o meno nei singoli Cantoni". E perciò al Ticino non andrà riversata "una percentuale negoziata in modo arbitrario", ma la cifra dovuta nella sua interezza. Come? Congelando i premi per i prossimi anni a beneficio degli assicurati. L'altro messaggio che si vuol far giungere a Berna è invece di carattere temporale: il "periodo effettivo in cui questi disguidi appaiono manifesti" non può infatti considerarsi terminato nel 2011. Soprattutto perché gli effetti "si riverberano anche sui premi 2013".
In ogni caso la situazione rimane quantomeno ingarbugliata. Ha ancora senso – abbiamo quindi chiesto a Denti – continuare così? « O si trova il modo di correggere questo sistema e di fare in modo che si dimostri efficace, oppure – ha risposto il presidente dell'Omct – in Ticino ci sarà una votazione di tipo albanese sulla cassa malati unica ». D'altronde anche a Palazzo delle Orsoline si parla oramai di "furto legalizzato".