Conti criticati ma verso un sì
Per la tanto attesa discussione sui conti del 2015 si dovrà aspettare la seduta odierna. A prendere la parola
ieri sono stati solo i tre relatori dei rapporti che hanno espresso altrettanti differenti visioni.
Il bilancio dello scorso anno, lo ricordiamo, ha chiuso con un disavanzo di 90,5 milioni di franchi, a fronte di un preventivo di 120. Un miglioramento di una trentina di milioni, quindi, da attribuire alla redistribuzione degli utili della Banca Nazionale Svizzera (BNS), che però non possono certo far dormire sonni tranquilli con un debito pubblico vicino ai 2 miliardi e un capitale proprio negativo di 439 milioni.
Lo sguardo dei deputati non è però solo rivolto ai conti del passato, come ha spiegato il relatore del rapporto
di maggioranza (sostenuto da PLR, Lega, PPD e AreaLiberale) Walter Gianora (PLR) ma è – e deve essere –
soprattutto rivolto al prossimo futuro, quando cioè il Parlamento sarà chiamato ad approvare una parte delle
misure contenute nella manovra di rientro finanziario da 185 milioni. «È un consuntivo nel segno della preoccupazione quello che ci apprestiamo a votare. La maggioranza della Commissione della legislazione ha preso atto del bilancio dello Stato ma ritiene un atto di responsabilità delle forze politiche concentrarsi ora sulla manovra», ha detto Gianora. Secondo il deputato liberale radicale sono molti i segnali negativi che sopraggiungono dai diversi settori dell’economia e che disegnano un quadro economico «a tinte fosche». Ma a complicare ulteriormente la situazione ci sono anche le decisioni prese a Berna con il piano di risparmi previsto per i prossimi 4 anni.
Tutto questo, secondo Gianora, non potrà che comportare un aumento della disoccupazione e una contrazione dei salari e, di conseguenza, un aumento delle spese dello Stato. Gianora non ha comunque risparmiato qualche critica al Governo, reo di aver diminuito la cifra degli investimenti (per 145 milioni) «che avrebbero dato una boccata d’aria alle aziende» e di aver aumentato la spesa alla voce beni e servizi (aumentata di 9 milioni nonostante fosse previsto un decurtamento per 12). Il deputato del PLR ha infine ribadito l’urgenza di instaurare una gestione per obiettivi all’interno dell’amministrazione cantonale, in modo da «mantenere le finanze sane e la garanzia di uno Stato presente nei momenti difficili, con una socialità mirata ma senza storture».
Pelin Kandemir Bordoli, relatrice del rapporto di minoranza sostenuto dai socialisti, ha sottolineato come
non vada «dismesso l’impegno verso i cittadini in crisi». Secondo la deputata del PS, di fronte a «nuovi capitoli di spesa che creano grossi problemi a livello di impatto sui cittadini, si pone la necessità di aumentare gli ammortizzatori sociali e non il contrario».
Kandemir Bordoli ha altresì ricordato che la manovra da 185 milioni non è il primo «atto concreto», ma sono anni che si votano riforme di risanamento che hanno «duramente inciso su famiglie e cittadini», invitando quindi i colleghi dell’emiciclo a bocciare il Consuntivo.
Un appello a dire no ai conti del Cantone è arrivato anche da parte di Franco Denti, che si è espresso a nome dei Verdi. Secondo il deputato resta «imperativo aumentare le entrate ma ancor più ridurre le uscite».
La ricetta per uscire dell’impasse, secondo Denti, potrebbe essere quella di aumentare i salari medio-bassi,
in modo da ridurre le richieste di assistenza. In questo senso Denti si è appellato alle aziende, chiedendo ai
datori di lavoro di avere una «maggiore considerazione per i dipendenti - che non sono macchine da lavoro -,
garantendo salari più equi». Infine il granconsigliere ha invitato il Governo a cogliere appieno l’opportunità
rappresentata da AlpTransit e, parimenti, a migliorare l’attrattività del Cantone per i cosiddetti “pensionati
d’oro”. Sul fronte delle spese l’invito di Denti è quello di procedere con una «vera spendig review, diversamente da quanto fatto fino ad ora».
ieri sono stati solo i tre relatori dei rapporti che hanno espresso altrettanti differenti visioni.
Il bilancio dello scorso anno, lo ricordiamo, ha chiuso con un disavanzo di 90,5 milioni di franchi, a fronte di un preventivo di 120. Un miglioramento di una trentina di milioni, quindi, da attribuire alla redistribuzione degli utili della Banca Nazionale Svizzera (BNS), che però non possono certo far dormire sonni tranquilli con un debito pubblico vicino ai 2 miliardi e un capitale proprio negativo di 439 milioni.
Lo sguardo dei deputati non è però solo rivolto ai conti del passato, come ha spiegato il relatore del rapporto
di maggioranza (sostenuto da PLR, Lega, PPD e AreaLiberale) Walter Gianora (PLR) ma è – e deve essere –
soprattutto rivolto al prossimo futuro, quando cioè il Parlamento sarà chiamato ad approvare una parte delle
misure contenute nella manovra di rientro finanziario da 185 milioni. «È un consuntivo nel segno della preoccupazione quello che ci apprestiamo a votare. La maggioranza della Commissione della legislazione ha preso atto del bilancio dello Stato ma ritiene un atto di responsabilità delle forze politiche concentrarsi ora sulla manovra», ha detto Gianora. Secondo il deputato liberale radicale sono molti i segnali negativi che sopraggiungono dai diversi settori dell’economia e che disegnano un quadro economico «a tinte fosche». Ma a complicare ulteriormente la situazione ci sono anche le decisioni prese a Berna con il piano di risparmi previsto per i prossimi 4 anni.
Tutto questo, secondo Gianora, non potrà che comportare un aumento della disoccupazione e una contrazione dei salari e, di conseguenza, un aumento delle spese dello Stato. Gianora non ha comunque risparmiato qualche critica al Governo, reo di aver diminuito la cifra degli investimenti (per 145 milioni) «che avrebbero dato una boccata d’aria alle aziende» e di aver aumentato la spesa alla voce beni e servizi (aumentata di 9 milioni nonostante fosse previsto un decurtamento per 12). Il deputato del PLR ha infine ribadito l’urgenza di instaurare una gestione per obiettivi all’interno dell’amministrazione cantonale, in modo da «mantenere le finanze sane e la garanzia di uno Stato presente nei momenti difficili, con una socialità mirata ma senza storture».
Pelin Kandemir Bordoli, relatrice del rapporto di minoranza sostenuto dai socialisti, ha sottolineato come
non vada «dismesso l’impegno verso i cittadini in crisi». Secondo la deputata del PS, di fronte a «nuovi capitoli di spesa che creano grossi problemi a livello di impatto sui cittadini, si pone la necessità di aumentare gli ammortizzatori sociali e non il contrario».
Kandemir Bordoli ha altresì ricordato che la manovra da 185 milioni non è il primo «atto concreto», ma sono anni che si votano riforme di risanamento che hanno «duramente inciso su famiglie e cittadini», invitando quindi i colleghi dell’emiciclo a bocciare il Consuntivo.
Un appello a dire no ai conti del Cantone è arrivato anche da parte di Franco Denti, che si è espresso a nome dei Verdi. Secondo il deputato resta «imperativo aumentare le entrate ma ancor più ridurre le uscite».
La ricetta per uscire dell’impasse, secondo Denti, potrebbe essere quella di aumentare i salari medio-bassi,
in modo da ridurre le richieste di assistenza. In questo senso Denti si è appellato alle aziende, chiedendo ai
datori di lavoro di avere una «maggiore considerazione per i dipendenti - che non sono macchine da lavoro -,
garantendo salari più equi». Infine il granconsigliere ha invitato il Governo a cogliere appieno l’opportunità
rappresentata da AlpTransit e, parimenti, a migliorare l’attrattività del Cantone per i cosiddetti “pensionati
d’oro”. Sul fronte delle spese l’invito di Denti è quello di procedere con una «vera spendig review, diversamente da quanto fatto fino ad ora».