Il cancro è noto per essere la terza fra le cinque cause di decesso più frequenti, fra i tumori quello al colon-retto è uno dei più diffusi. In Ticino il tumore maligno del colon-retto colpisce circa 220 persone all'anno, per 90 delle quali il decorso è negativo. Il tumore all'intestino è un killer subdolo: che per anni può "vivere" nel malato in modo asintomatico, presentandosi quando ormai è troppo tardi. A questo stadio, la malattia comporta costi umani molto elevati, dovuti agli effetti secondari delle cure e alla perdita in qualità di vita.
È però dimostrato da evidenze a livello internazionale, che la prevenzione concreta attraverso la colonoscopia porta all'individuazione precoce della malattia, riducendo il tasso di mortalità dal 30 al 60%. Proprio per questa ragione, il programma nazionale svizzero e la strategia nazionale contro il cancro prevedono lo screening colonoscopico.
Sulla base di questi dati, la "lega ticinese contro il cancro", i Medici di Famiglia, l'Ordine dei Medici del Cantone Ticino, la Società ticinese di Gastroenterologia e l'EOC, hanno collaborato per mettere in atto un progetto di comunicazione e informazione al pubblico, denominato "incoraggiamo la prevenzione del cancro del colon-retto: insieme, uniti!" che è stato presentato a Bellinzona nel corso di una conferenza stampa.
Come medico di famiglia e Presidente dell'Ordine dei Medici del Cantone Ticino, posso affermare che tutto il corpo medico è concorde sul fatto che la colonoscopia sia uno degli screening più utili, dato che questo tipo di tumore, se individuato nella fase iniziale, può essere curato. Un'analisi colonoscopica effettuata nella fascia d'età tra i 50 e i 69 anni permette di escludere il tumore al primo stadio e di intervenire tempestivamente, spesso nella stessa seduta, quando il tumore è ancora benigno, evitando la sua trasformazione in un tumore maligno. Nel caso di quest'indagine medica si tratta quindi veramente di prevenzione: uno dei punti cardine della strategia "Sanità 2020", voluta dal Consigliere Federale Alain Berset. Lo screening è conveniente anche dal punto di vista economico, dato che il costo di una colonoscopia è di circa 600 franchi, mentre la cura di un tumore al colon costa attorno ai 100'000 franchi all'anno, senza pensare alla sofferenza della persona. Tengo inoltre a sottolineare che, proprio per ragioni di prevenzione e quindi di salute pubblica, come pure di costi, lo Stato dovrebbe assumersi il costo di queste analisi (come già avviene per esempio nel Canton Uri) quando l'esame risulta normale e lasciando a carico della LAMal quelle indagini che rilevano la presenza di un tumore o altro.
Da un punto di vista medico, sottolineo quanto detto dal collega dr. Claudio Gaia, Presidente della Società ticinese di Gastroenterologia che, a ragione, spiega che non solo la colonoscopia permette una diagnosi precoce, ma anche di individuare ed eliminare i polipi, che sono gli indici del tumore ancora nella sua fase benigna. Chi si sottoporrà a questo esame deve sapere che oggi, con le nuove tecniche, il paziente viene addormentato con un farmaco particolare nell'uso del quale la Svizzera ha il ruolo di pioniere.
Fra i promotori del progetto vi è anche il collega dr. Daniele Saletti, vice primario di oncologia allo IOSI e specialista nello screening dei tumori al colon, che saluta l'iniziativa "incoraggiamo la prevenzione del cancro del colon-retto: insieme, uniti!" come un perfetto esempio di collaborazione tra pubblico e privato sottolineando che fra i compiti del medico non vi è solo la cura ma anche l'informazione al pubblico. Per questo motivo, il depistaggio del 3° fra i big killer deve essere spiegato alla gente, sensibilizzandola sul fattore di rischio di questa malattia subdola che si sviluppa sull'arco di 10 anni.
Il messaggio dei Medici di Famiglia, degli Specialisti e della "lega ticinese contro il cancro" è quindi chiaro: la lotta contro il tumore all'intestino inizia dalla prevenzione e la prevenzione dall'informazione!
Proprio nella linea dell'informazione il 23 maggio alle 19:30, nella sala del Consiglio Comunale di Bellinzona, si terrà una conferenza pubblica sulla prevenzione del cancro del colon-retto e sabato 24 maggio la "lega ticinese contro il cancro" sarà presente a Bellinzona e a Lugano con stand informativi presso il quali i passanti potranno chiedere ai medici tutti i chiarimenti desiderati.
È però dimostrato da evidenze a livello internazionale, che la prevenzione concreta attraverso la colonoscopia porta all'individuazione precoce della malattia, riducendo il tasso di mortalità dal 30 al 60%. Proprio per questa ragione, il programma nazionale svizzero e la strategia nazionale contro il cancro prevedono lo screening colonoscopico.
Sulla base di questi dati, la "lega ticinese contro il cancro", i Medici di Famiglia, l'Ordine dei Medici del Cantone Ticino, la Società ticinese di Gastroenterologia e l'EOC, hanno collaborato per mettere in atto un progetto di comunicazione e informazione al pubblico, denominato "incoraggiamo la prevenzione del cancro del colon-retto: insieme, uniti!" che è stato presentato a Bellinzona nel corso di una conferenza stampa.
Come medico di famiglia e Presidente dell'Ordine dei Medici del Cantone Ticino, posso affermare che tutto il corpo medico è concorde sul fatto che la colonoscopia sia uno degli screening più utili, dato che questo tipo di tumore, se individuato nella fase iniziale, può essere curato. Un'analisi colonoscopica effettuata nella fascia d'età tra i 50 e i 69 anni permette di escludere il tumore al primo stadio e di intervenire tempestivamente, spesso nella stessa seduta, quando il tumore è ancora benigno, evitando la sua trasformazione in un tumore maligno. Nel caso di quest'indagine medica si tratta quindi veramente di prevenzione: uno dei punti cardine della strategia "Sanità 2020", voluta dal Consigliere Federale Alain Berset. Lo screening è conveniente anche dal punto di vista economico, dato che il costo di una colonoscopia è di circa 600 franchi, mentre la cura di un tumore al colon costa attorno ai 100'000 franchi all'anno, senza pensare alla sofferenza della persona. Tengo inoltre a sottolineare che, proprio per ragioni di prevenzione e quindi di salute pubblica, come pure di costi, lo Stato dovrebbe assumersi il costo di queste analisi (come già avviene per esempio nel Canton Uri) quando l'esame risulta normale e lasciando a carico della LAMal quelle indagini che rilevano la presenza di un tumore o altro.
Da un punto di vista medico, sottolineo quanto detto dal collega dr. Claudio Gaia, Presidente della Società ticinese di Gastroenterologia che, a ragione, spiega che non solo la colonoscopia permette una diagnosi precoce, ma anche di individuare ed eliminare i polipi, che sono gli indici del tumore ancora nella sua fase benigna. Chi si sottoporrà a questo esame deve sapere che oggi, con le nuove tecniche, il paziente viene addormentato con un farmaco particolare nell'uso del quale la Svizzera ha il ruolo di pioniere.
Fra i promotori del progetto vi è anche il collega dr. Daniele Saletti, vice primario di oncologia allo IOSI e specialista nello screening dei tumori al colon, che saluta l'iniziativa "incoraggiamo la prevenzione del cancro del colon-retto: insieme, uniti!" come un perfetto esempio di collaborazione tra pubblico e privato sottolineando che fra i compiti del medico non vi è solo la cura ma anche l'informazione al pubblico. Per questo motivo, il depistaggio del 3° fra i big killer deve essere spiegato alla gente, sensibilizzandola sul fattore di rischio di questa malattia subdola che si sviluppa sull'arco di 10 anni.
Il messaggio dei Medici di Famiglia, degli Specialisti e della "lega ticinese contro il cancro" è quindi chiaro: la lotta contro il tumore all'intestino inizia dalla prevenzione e la prevenzione dall'informazione!
Proprio nella linea dell'informazione il 23 maggio alle 19:30, nella sala del Consiglio Comunale di Bellinzona, si terrà una conferenza pubblica sulla prevenzione del cancro del colon-retto e sabato 24 maggio la "lega ticinese contro il cancro" sarà presente a Bellinzona e a Lugano con stand informativi presso il quali i passanti potranno chiedere ai medici tutti i chiarimenti desiderati.
Dr. Med. Franco Denti
Presidente Ordine dei Medici del Cantone Ticino
Presidente Ordine dei Medici del Cantone Ticino