Ecco i candidati del movimento che sogna un posto in governo e una decina di deputati
Territorio e lavoro al centro del programma degli ecologisti. Maggi: 'Lista forte e gruppo affiatato'. Savoia: 'Vogliamo essere l'ago della bilancia'.
La rincorsa è finita. Dopo i passi avanti degli ultimi anni, il prossimo aprile i Verdi sognano di fare il grande salto. Quello che porterebbe uno dei loro rappresentanti in Consiglio di Stato. Certo, non sarà facile raddoppiare quel cinque per cento di schede di partito raccolto nelle elezioni cantonali del 2011. Ma tant'è: il movimento ecologista ci crede. E ci credono soprattutto Franco Denti, Francesco Maggi, Tamara Merlo, Maristella Patuzzi e Sergio Savoia: i cinque verdi alfieri che, puntando su un programma incentrato su 'lavoro e territorio', cercheranno la scalata a Palazzo delle Orsoline. Nomi che non rappresentano «una grande sorpresa » e che, ha ricordato ieri in una conferenza stampa il coordinatore del partito Sergio Savoia, «saranno sottoposti all'assemblea» prevista per sabato 24 gennaio. Data nella quale saranno presentati pure i novanta aspiranti granconsiglieri. E qui sì che potrebbe esserci qualche sorpresa. Ma cominciamo dalle certezze. In rigoroso ordine alfabetico, il primo candidato è Franco Denti. Classe 1957 e presidente dell'ordine dei medici, nel 2011 Denti ha corso per il governo con il Ppd, arrivando terzo dietro al duo Beltraminelli-Jelmini ed entrando in Gran Consiglio (si è dimesso a dicembre). Porta al partito, ha detto Savoia, «importantissime competenze in ambito sociosanitario». «Verde duro e puro», ci sarà anche il capogruppo in parlamento Francesco Maggi (classe 1961). E poi due donne: la presidente del Comitato cantonale e membro di direzione del partito Tamara Merlo (1968), avvocato e quindi con competenze «in ambito giuridico» oltre che ambientale, e la violinista e pianista Maristella Patuzzi (1987), consigliera comunale a Lugano e «persona sulla quale investire». Infine il capofila Sergio Savoia con i suoi cavalli di battaglia: «Lavoro, migrazione e territorio ». «Una lista forte» per comporre la quale, ha commentato il responsabile della commissione cerca Maggi, si sono seguiti diversi criteri (non quello regionale). Il risultato? «Un gruppo affiatato» e benedetto giovedì «quasi all'unanimità » dal Comitato cantonale ecologista.
Tra numeri, patti e... Bertoli
Al di là del sogno del 'grande salto', il primo obiettivo del movimento in vista delle Cantonali di aprile «è di non prenderle. Poi – ha rilevato Savoia – cercheremo di crescere». Per quanto concerne i granconsiglieri, «da sette in su va tutto bene». Molto bene sarebbe averne «una decina», in modo da «fungere da ago della bilancia in parlamento». Oltre ai numeri, contano però le idee. E «cinque o sei punti» saranno messi nero su bianco su una sorta di patto che i candidati al governo sottoscriveranno. Se un ecologista siederà in Consiglio di Stato, sarà dunque chiamato a rispettare tali «impegni» su tematiche essenziali. Quali? Per esempio, ha spiegato il coordinatore del partito, «il blocco dei ristorni» all'Italia, che i Verdi intendono sostenere a spada tratta, il no al raddoppio del Gottardo e la «rinuncia al vitalizio», la pensione che spetta ai ministri. E poi «l'indisponibilità a votare un aumento delle imposte» assieme all'indisponibilità di operare «tagli lineari nel sociale». Senza dimenticare «il complesso programma di legislatura, che cercheremo di semplificare» e che ruota su due cardini: lavoro e territorio. Infine, non poteva mancare una frecciatina al Ps e al ministro socialista Manuele Bertoli. Perché oggi in governo, ha detto Savoia, «non si sente una voce contro il raddoppio del Gottardo» e, riferendosi al 9 febbraio, «si fatica ad accettare la volontà popolare».