Oltre cento milioni di franchi svaniti nel nulla. Franco Denti, presidente dell'Ordine, passa al contrattacco: "no a restituzioni arbitrarie. Quei soldi li rivogliamo tutti"
MEZZOVICO – Franco Denti, presidente dell'Ordine ticinese dei medici, ha premesso: "Non siamo un
partito e non vogliamo esserlo". Poi ha circoscritto il tema: "Le riserve ultramilionarie che i ticinesi hanno versato per anni e continuano a versare alle casse malati". E ha detto: "È dal 2006 che ci occupiamo della questione.
Una questione complessa, una matassa che nessuno riusciva a sbrogliare. Poi abbiamo trovato sul nostro cammino Bruno Cereghetti e abbiamo svelato, primi in questo Cantone, lo scandalo delle riserve".
partito e non vogliamo esserlo". Poi ha circoscritto il tema: "Le riserve ultramilionarie che i ticinesi hanno versato per anni e continuano a versare alle casse malati". E ha detto: "È dal 2006 che ci occupiamo della questione.
Una questione complessa, una matassa che nessuno riusciva a sbrogliare. Poi abbiamo trovato sul nostro cammino Bruno Cereghetti e abbiamo svelato, primi in questo Cantone, lo scandalo delle riserve".
Riprendere il controllo democratico sui premi
E alla conferenza stampa, questa mattina nella sede dell'Ordine, a Mezzovico, c'era anche lui: il
deputato ed ex responsabile dell'Ufficio cantonale assicurazione malattia:
"Dobbiamo esigere il controllo democratico su questa assicurazione sociale – ha detto Cereghetti -. E il controllo democratico passa per le cifre, altrimenti è come costruire un palazzo senza avere i soldi".
deputato ed ex responsabile dell'Ufficio cantonale assicurazione malattia:
"Dobbiamo esigere il controllo democratico su questa assicurazione sociale – ha detto Cereghetti -. E il controllo democratico passa per le cifre, altrimenti è come costruire un palazzo senza avere i soldi".
Diciamone subito una di cifra: secondo le stime di Cerghetti, nel 2012 gli assicurati ticinesi hanno versato alle casse malati 362 milioni di franchi riserve in eccedenza. Le riserve delle casse malati in Ticino ammontano al 42%, a fronte di un tasso legale del 10%.
La proposta dell'Ordine: congeliamo i premi
Alla luce di questo quadro scandaloso, la richiesta formulata oggi dall'Ordine dei medici a casse
malati e autorità federali è chiara.
malati e autorità federali è chiara.
Cereghetti: "Vogliamo sapere i risultati di esercizio per ogni cantone e lo 'storico' degli ultimi anni. Vogliamo sapere quanto i cantoni hanno pagato in più, estendendo il calcolo fino al 2011. Non vogliamo una percentuale negoziata in modo arbitrario, come si sta tentando di fare a livello federale. I dati
sono scientificamente calcolabili: sarei in grado di stabilire per quanti anni in Ticino i premi vanno congelati".
sono scientificamente calcolabili: sarei in grado di stabilire per quanti anni in Ticino i premi vanno congelati".
Denti: "Diciamo no ad alchimie matematiche, chiediamo come Ordine dei medici di impedire nei prossimi anni qualsiasi aumento di premi in Ticino, fino a che non saranno restituiti i 400 milioni in più che abbiamo pagato. Una proposta che potrebbe riportare un po' di fiducia nella legge sull'assicurazione malattia. Altrimenti il cittadino pantalone continuerà a pagare".
Da Berna proposte insufficienti
Cereghetti ha quindi fatto il punto matematico. "Facciamo il punto sul balletto delle cifre che sta andando in scena. Il dibattito sulle riserve in eccedenza si sta trascinando in modo stracco a livello federale. Il messaggio del Consiglio federale si prefigge di restituire 100 milioni di eccedenze al Ticino, ma questa somma corrisponde solo al 25% della somma che ci è dovuta. È stato anche proposte che siano gli assicuratori a procedere alla restituzione diretta delle eccedenze ai cantoni. Ma loro non vogliono farlo".
Cosa sono le riserve
"Non sono la liquidità corrente – ha spiegato Cereghetti -, ma i fondi che vengono messi da parte per casi di estremo bisogno. I premi sono formati a livello cantonale, e quindi le casse hanno risultati d'esercizio relativi ai singoli cantoni, che però non pubblicano. Le riserve dovrebbero rappresentare una percentuale del 10% rispetto ai premi messi a bilancio. Questo sistema, in vigore fino al 2011, era controllabile. Se ci sono stati squilibri non è per colpa del meccanismo, ma per come è stato applicato. Non si può dare la colpa alla penna se un testo è pieno di errori".
L'opacità del nuovo sistema di calcolo
Poi, alla luce degli squilibri emersi tra cantoni, il sistema è stato rivisto. Cereghetti: "Si è deciso di abbandonare il sistema della percentuale e si è passato a un calcolo in base ai rischi. Risultato: si è creata l'opacità assoluta e una totale mancanza di trasparenza. Il nuovo sistema sottrae la questione delle riserve al controllo democratico dei cantoni. Ed è stato introdotto senza base legale".
In Ticino i premi continuano a essere iniqui
I premi del 2012 e del 2013 sono stati decisi sulla base dei vecchi premi, ha aggiunto Cereghetti, e quindi, nemmeno con il nuovo sistema di calcolo è cambiato qualcosa.
"Nel canton Berna abbiamo avuto quest'anno un aumento di premi inferiori a quello del Ticino. Berna che è sotto zero sul piano delle riserve!".
"Eppure – ha detto Denti -, l'aumento pro capite dei premi a Berna è stato solo del 2,52%, contro il 4,31% del Ticino".
È vero che la futura legge sulla vigilanza degli assicurazioni malattia, in discussione a livello parlamentare, prevede la restituzione delle eccedenze, ma è condizionata alla disponibilità finanziaria degli assicuratori, ha aggiunto Cereghetti. "Non facciamoci illusioni che la nuova legge risolverà i problemi".
Il balletto delle cifre
L'autorità federale intende procedere alle restituzioni fino al 2011, ha spiegato Bruno Cereghetti.
"C'è un messaggio del Consiglio federale che indica, a fine 2010, eccedenze per il Ticino calcolate in 192 milioni. Ma rispetto ai dati forniti dagli assicuratori, mancano già 14 milioni. Verosimilmente quei soldi sono stati andati a compensare le situazioni deficitarie di altri cantoni".
"C'è un messaggio del Consiglio federale che indica, a fine 2010, eccedenze per il Ticino calcolate in 192 milioni. Ma rispetto ai dati forniti dagli assicuratori, mancano già 14 milioni. Verosimilmente quei soldi sono stati andati a compensare le situazioni deficitarie di altri cantoni".
Il valzer continua
Ma la riserve in eccedenza indicate dal Consiglio federale sono state corrette, l'anno scorso, dall'Ufficio federale della sanità, che ha proposto un nuovo modello di calcolo: sono così scese a 140 milioni a fine 2011. "Contabilmente – ha detto Cereghetti – sono così spariti altri 52 milioni rispetto al calcolo del
Consiglio federale".
Consiglio federale".
La proposta di Couchepin ignorata dall'Uffcio federale
Nel 2005, ha ricordato Cereghetti, l'allora ministro Pascal Couchepin chiese all'Ufficio federale di imporre entro il 2011 alle casse malati il riequilibrio delle riserve tra i cantoni: "Ma l'Ufficio federale ha ignorato la richiesta del consigliere federale e invece del riequilibrio c'è la deriva, che inizia nel 2008".
Tutte le cifre dello scandalo
A fine 2011, erano 15 i cantoni (58%) con tassi di riserve insufficienti e solo due che avevano riserve sovra-abbondanti: Ticino e Ginevra.
In sostanza, in Ticino le casse malati hanno corretto le situazioni di squilibrio finanziario emerse negli anni scorsi imponendo massicci aumenti di premi tra il 2004 e il 2006. "Ma non hanno fatto lo stesso nella maggior parte degli altri cantoni", ha osservato Cereghetti.
Il dato consolidato del 2011 indica che in Ticino le riserve globali degli assicuratori malattia ammontavano a 367 milioni, di cui 246 milioni erano in eccedenza, pari a un tasso del 30%.
"Rispetto a calcoli dell'Ufficio federale – ha aggiunto Cereghetti - mancano dunque 106 milioni di franchi, che sono spariti. Svaniti nel nulla".
Le proiezioni di stima elaborate da Cereghetti per il 2012 indicano invece riserve globali di 483 milioni, soldi contenuti nei forzieri degli assicuratori in Ticino. Questa enorme somma corrisponde a un tasso del 42%, Le riserve in eccedenza ammontano dunque a 362 milioni.
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