«Non possiamo stare qui a guardare, aspettando che qualche santo provveda». Perché con ogni probabilità la legge federale in grado di vigilare sull'applicazione della Legge sull'assicurazione malattia (LaMal) non uscirà mai dai cassetti di Berna. E quindi verrebbe a mancare un importante strumento con cui si sarebbe potuto, per esempio, correggere dei premi di cassa malati giudicati troppo alti. Ma non è tempo di disperarsi. «Il Ticino – ha detto ieri il granconsigliere Ppd Franco Denti – deve agire in maniera proattiva». Come? Con l'iniziativa cantonale urgente presentata dallo stesso Denti e avallata ieri all'unanimità dal Gran Consiglio. Tre i punti che si chiede di inserire nella LaMal. Il primo mira a far sì che l'autorità federale verifichi l'attendibilità dei premi proposti dalle casse malati. In secondo luogo, si auspica che la medesima autorità possa alzare o abbassare i premi giudicati eccessivi o troppo bassi. Terzo e ultimo punto, quello che propone la pubblicazione annuale "dei risultati della gestione dell'assicurazione malattia" degli istituti "per singolo cantone e come dato aggregato federale". Un coro di 'sì' dall'emiciclo: ciò, ha detto la liberale radicale Maristella Polli, garantirebbe «un controllo pubblico» della LaMal. Bisogna cercare, ha sottolineato il socialista Bruno Cereghetti , «di risolvere l'essenziale», controllando i premi. «Un membro della nostra deputazione alle Camere federali – ha però ricordato il leghista Attilio Bignasca , riferendosi al consigliere nazionale Ignazio Cassis (Plr) – si è distinto per il numero di interventi contro la legge» che avrebbe permesso di vigilare sulla LaMal. Al di là delle polemiche, il Ticino dovrà però mostrarsi unito. E non solo. Nella «lotta biblica tra Davide e Golia», ha rilevato Michela Delcò Petralli (Verdi), «si dovranno cercare Cantoni che siano solidali con noi». Intanto ieri non è stato trattato, e non verrà trattato neppure in futuro, il referendum cantonale promosso dal Vallese contro l'accordo Facta. Motivo? «Ci è stato comunicato dal cancelliere del Canton Vallese che avrebbero inviato il referendum direttamente a Berna senza sollecitare l'adesione degli altri Cantoni», così alla 'Regione' il presidente del Gran Consiglio Alessandro Del Bufalo.
Casse malati, il Ticino va all'attacco - LaRegione