Il coordinatore dei Verdi però non ha incassato il colpo, anzi ha rilanciato. «da ieri sera assisto, non senza un certo godimento, alle reazioni forsennate su Facebook in particolare da parte di dirigenti socialisti che, non avendo nulla da comunicare sulla loro campagna, si dedicano ormai a tempo pieno a quella dei Verdi», ha scritto questo pomeriggio Savoia. «Ringrazio per l’attenzione e mi sorprendo che analisti di tale fattura e politici abituati a collezionare una vittoria dopo l’altra, pensino che il coordinatore dei Verdi non abbia discusso a lungo con il dottor Franco Denti del tema del Gottardo e di altri temi fondamentali».
Una risposta a questa (perlomeno apparente) contraddizione ancora non c’è, Savoia ha rimandato a venerdì, momento in cui è stata indetta una conferenza stampa, «in cui parleremo di questo e altro, dovranno innestare tragicomiche retromarce».
«Dopo venerdì continueremo a discutere invece della posizione sul Gottardo della socialista Pesenti (favorevole al raddoppio) e degli altri socialisti che inevitabilmente seguiranno», rilancia infine Savoia. «Detto questo, penso che oggi ai ticinesi interessi molto di più sapere se il PS sosterrà la raccolta firme della vergognosa iniziativa per cancellare il 9 febbraio, come da sempre suggerisce il suo consigliere di stato Manuele Bertoli oppure no. Aspetto risposte ma immagino che su questo tema gli opinion-maker socialisti saranno molto meno ciarlieri… ».
La reazione
Ovviamente le parole di Savoia non potevano passare inosservate. «Ma che dice Savoia?», scrive in una breve nota il Partito socialista, a firma Saverio Lurati. «Siamo molto stupiti. Prendiamo atto delle dichiarazioni di Sergio Savoia, secondo il quale alcuni dirigenti socialisti avrebbero avuto delle “reazioni forsennate” alla notizia dell’arrivo di Franco Denti fra i Verdi».
«In realtà non c’è stata proprio alcuna reazione. Anzi, auguriamo a Franco Denti la miglior fortuna nel suo nuovo partito, nel quale senza dubbio troverà un’accoglienza calorosa, in piena sintonia di idee sui temi importanti per la dirigenza e per la base dei militanti», si afferma laconicamente. Nella conclusione la frecciatina, «lasciamo naturalmente agli amici Verdi la valutazione delle scelte politiche e delle coerenza dei loro dirigenti».