Domanda:
Il sito comparis.ch annuncia per il 2013 un aumento dei premi di cassa malati del 3% a livello federale.
Come accogli questa notizia? Si può sperare che il Ticino verrà risparmiato oppure, al contrario, ti aspetti un aumento superiore a questa cifra?
Come accogli questa notizia? Si può sperare che il Ticino verrà risparmiato oppure, al contrario, ti aspetti un aumento superiore a questa cifra?
Come sempre, in estate, escono i primi annunci relativi agli aumenti medi a livello nazionale dei premi per l'assicurazione malattia di base LAMal.
Questi annunci erano stati largamente anticipati nel mese di aprile in un'indicazione data al momento della comunicazione dei risultati di esercizio, passata inosservata ai più e apparentemente anche a comparis.ch, che solo a distanza di mesi attira l'attenzione sulla tendenza.
Sull'indicazione di aumento medio del 3% per il 2013 ci andrei cauto, dato che la situazione è ancora parecchio fluida, per non dire incerta, in particolare perché non sono ancora state fissate le tariffe definitive per il 2012, non solo nell'ambito del nuovo sistema di finanziamento degli ospedali, ma anche delle case per anziani, dei servizi di aiuto domiciliare, ecc., ecc.
Inoltre, anche il paventato aumento dei costi dovuto alla prevista pletora di nuovi studi medici, conseguente alla caduta della Moratoria, secondo il monitoraggio dell'Ordine dei Medici non sta avvenendo e solo pochi specialisti stanno usufruendo di questa possibilità. Su queste basi quindi, l'evoluzione dei costi non può essere ancora valutata con precisione.
In ogni caso si tratta di un dato medio a livello nazionale che potrà differire anche di molto da regione a regione e da una cassa malati a un'altra.
In Ticino la situazione dovrebbe essere sotto controllo, in particolare a causa dell'ammontare delle riserve accumulate in eccesso che, lo rammento, sono stimabili in circa 400 milioni a fine 2011 – e sono sicuramente ancora aumentate nel 2012 - e del nuovo finanziamento ospedaliero che sgrava le casse malati di almeno 85 milioni.
Infine, secondo i dati pubblicati dall'Ufficio federale della Sanità, l'evoluzione dei costi nel primo trimestre di quest'anno per il Ticino si è attestata attorno all'1.5%.
Per cui potremmo essere ottimisti, fermo restando che tocca ora all'Autorità cantonale attivarsi con fermezza per impedire che i cittadini-pazienti subiscano ancora una volta un "furto legalizzato".
Solo poche settimane fa, con la votazione sul Managed Care, la popolazione ticinese e svizzera ha dato un segnale forte alla classe politica Svizzera: "vogliamo trasparenza per il nostro sistema sanitario"!
Questi annunci erano stati largamente anticipati nel mese di aprile in un'indicazione data al momento della comunicazione dei risultati di esercizio, passata inosservata ai più e apparentemente anche a comparis.ch, che solo a distanza di mesi attira l'attenzione sulla tendenza.
Sull'indicazione di aumento medio del 3% per il 2013 ci andrei cauto, dato che la situazione è ancora parecchio fluida, per non dire incerta, in particolare perché non sono ancora state fissate le tariffe definitive per il 2012, non solo nell'ambito del nuovo sistema di finanziamento degli ospedali, ma anche delle case per anziani, dei servizi di aiuto domiciliare, ecc., ecc.
Inoltre, anche il paventato aumento dei costi dovuto alla prevista pletora di nuovi studi medici, conseguente alla caduta della Moratoria, secondo il monitoraggio dell'Ordine dei Medici non sta avvenendo e solo pochi specialisti stanno usufruendo di questa possibilità. Su queste basi quindi, l'evoluzione dei costi non può essere ancora valutata con precisione.
In ogni caso si tratta di un dato medio a livello nazionale che potrà differire anche di molto da regione a regione e da una cassa malati a un'altra.
In Ticino la situazione dovrebbe essere sotto controllo, in particolare a causa dell'ammontare delle riserve accumulate in eccesso che, lo rammento, sono stimabili in circa 400 milioni a fine 2011 – e sono sicuramente ancora aumentate nel 2012 - e del nuovo finanziamento ospedaliero che sgrava le casse malati di almeno 85 milioni.
Infine, secondo i dati pubblicati dall'Ufficio federale della Sanità, l'evoluzione dei costi nel primo trimestre di quest'anno per il Ticino si è attestata attorno all'1.5%.
Per cui potremmo essere ottimisti, fermo restando che tocca ora all'Autorità cantonale attivarsi con fermezza per impedire che i cittadini-pazienti subiscano ancora una volta un "furto legalizzato".
Solo poche settimane fa, con la votazione sul Managed Care, la popolazione ticinese e svizzera ha dato un segnale forte alla classe politica Svizzera: "vogliamo trasparenza per il nostro sistema sanitario"!
Dott. med. Franco Denti
Presidente Ordine dei Medici del Cantone Ticino
Presidente Ordine dei Medici del Cantone Ticino