I bambini sono bambini, a prescindere, e abbiamo voluto giustamente una scuola "uguale" per tutti dove tutti si possano incontrare, perché non dovrebbe essere lo stesso per la mensa?
La questione delle mense scolastiche delle scuole elementari comunali "per tutti" è un tema importante che torna alla ribalta ciclicamente. I diversi comuni adottano modelli differenti con diverse soluzione e regole. La maggior parte dei comuni prevede la refezione per la scuola dell'infanzia (che se presente è obbligatoria) ma non per le scuole elementari. Questo costituisce in qualche modo una mancanza di continuità, che viene motivata come rilevante per un processo di socializzazione, quindi pedagogicamente importante alla scuola dell'infanzia.
Questo principio non sembrerebbe però essere rilevante per le scuole elementari. Dove la mensa è presente vi sono vari modelli, sia per la logistica che per il finanziamento: gestita direttamente dai comuni, catering, società esterne ecc.
La partecipazione finanziaria delle famiglie e il diritto alla frequenza , ove i posti sono limitati, é regolata in modo diverso a dipendenza dei comuni e delle soluzioni scelte. Per il cibo qualsiasi soluzione si addotti, i menu sono approvati dal dietista del cantone, e questo rappresenta una garanzia di menu bilanciati e sani, fondamentale nell'ottica della prevenzione dell'obesità e di altre patologie. Per taluni la mensa avrebbe una valenza prettamente sociale e rappresenterebbe quindi una necessità per famiglie monoparentali o a basso reddito, dove entrambi i genitori sono costretti a lavorare , ma un lusso per tutti gli altri.
A Lugano il dibattito sull'argomento è di grande attualità, infatti la commissione della gestione si è divisa nell'ultima seduta sul'abolizione del limite di reddito annuo accumulato di 130'000 franchi lordi per l'accesso alla mensa. A questo punto il dilemma : la mensa deve avere solo una funzione sociale-assistenziale, nel senso classico del termine intesa come aiuto ai meno abbienti,o va ritenuto un servizio erogato da parte dello stato al pari di altri?
Cosa intendiamo per sociale? Sociale non significa anche aggregazione e comunione tra tutti? I bambini sono bambini, a prescindere, e abbiamo voluto giustamente una scuola "uguale" per tutti dove tutti si possano incontrare, perché non dovrebbe essere lo stesso per la mensa?
Le obbiezioni sollevate dagli oppositori a una mensa aperta a tutti gli allievi sono principalmente su due argomenti:quello economico e quello del valore del pranzo come momento di comunione della famiglia che così verrebbe a mancare. L'argomento economico, nel senso dei costi dipende sostanzialmente dalla scelta delle priorità del comune in questione e anche dalla sua forza finanziaria, ma non va confuso con la situazione finanziaria di che ne fruisce. Infatti a questo si può ovviare con vari correttivi, come ad esempio una tassa calcolata in base al reddito, una tassa uguale per tutti con sovvenzione alle famiglie a basso reddito ecc., e in ogni caso tramite il prelievo delle imposte calcolate appunto in base al reddito, che lo finanziano,è già in parte compensato.
Alla valenza, certa, del pranzo che andrebbe consumato in famiglia, non si pone rimedio comunque, visto che anche il bambino che non è ammesso alla mensa potrebbe venir affidato a qualcun altro (tata, scuola privata ecc.) non vivendo comunque questo momento privilegiato con i familiari e gli verrebbe pure preclusa la possibilità di stare con i suoi compagni.
In conclusione la mensa dovrebbe essere per tutti.
Franco Denti