INTERVENTO – Messaggio no. 6697
Nella situazione contingente, possiamo dire che, nel DSS, buona parte di quanto poteva essere fatto è stato fatto e si è intravista la volontà di "mettercela tutta", soprattutto in un Dipartimento che rappresenta da solo, con circa 1'300 milioni il 40% delle spese del Cantone.
Malgrado ciò, alcuni punti meritano di essere approfonditi.
Dall'assistenzialismo alla socialità vera
In primo luogo è necessario cambiare di paradigma nel metodo di finanziamento della socialità e della sanità.
Vista la situazione finanziaria dei conti dello Stato, non è più possibile continuare con il sistema assistenzialista a innaffiatoio.
Dobbiamo renderci conto che la politica dei cerotti nella realtà non aiuta nessuno anzi, in un periodo di difficoltà per molti cittadini, porta a un indebolimento della solidarietà sociale, che deve essere la base della rete di sostegno che lo Stato mette a disposizione di coloro che, a un certo punto della vita,
si trovano ad affrontare un periodo di difficoltà.
si trovano ad affrontare un periodo di difficoltà.
In questo campo sarà solo con la responsabilizzazione del singolo cittadino che potremo, da un canto rendere dignità a coloro che oggi sono assistiti dallo Stato, e dall'altro operare il necessario passaggio dal sistema assistenzialista a quello della vera sussidiarietà: quella dell' economia sociale
Un esempio chiaro in questo campo sono i sussidi di cassa malati: giusto aiutare chi non ce la fa a causa dei continui aumenti, indispensabile scovare coloro che sfruttano la situazione, e che invece potrebbero pagare il premio.
In poche parole, si impone un cambiamento di filosofia, che deve essere fondato sulla trasparenza e sulla responsabilità individuale, con lo Stato e la sua rete sociale.
Ora passiamo alla definizione dei compiti dello Stato e proviamo a chiederci se la gestione di una clinica
psichiatrica sia compito dello Stato.
psichiatrica sia compito dello Stato.
A questa domanda era già stato risposto negativamente anni or sono, quando fu costituito l'EOC.
Se le cose stanno così, perché lo Stato continua a dirigere la Clinica Psichiatrica cantonale (CPC), sulla base di un regolamento di applicazione che risale al 1985?
Perché non affidarla all'EOC?
A conferma di quanto dico, basti pensare al fabbisogno 2013 della Clinica Psichiatrica cantonale (CPC) di Mendrisio, comprensiva del Centro Abitativo Ricreativo e di Lavoro (CARL), che ammonta a circa 28 milioni e che, certamente, potrebbe essere ottimizzato attraverso una sua ristrutturazione sotto l'EOC.
A scanso di equivoci, tengo a sottolineare che questa suggestione non implica in alcun modo il
trasferimento della Clinica Psichiatrica da quella che è la sua "sede storica" cioè Mendrisio, ma anzi, al rafforzamento di quella struttura dal punto di vista qualitativo e organizzativo.
trasferimento della Clinica Psichiatrica da quella che è la sua "sede storica" cioè Mendrisio, ma anzi, al rafforzamento di quella struttura dal punto di vista qualitativo e organizzativo.
Pianificazione ospedaliera
Un impegno inderogabile che ci viene richiesto da Berna entro il 2015, ma che non può e non deve limitarsi al breve termine, bensì deve orientarsi verso una visione del futuro dei prossimi 15-20 anni.
In questo ambito dobbiamo, al di là delle informazioni, non sempre trasparenti, filtrate in questi ultimi giorni, valutare il cambiamento dall'attuale sistema di ospedale multi sito a quello di ospedale cantonale di riferimento.
La riflessione di fondo implica un'analisi approfondita delle necessità a medio termine della popolazione ticinese e dei costi.
E la risposta pragmatica alla domanda, è volta a sapere se, nel futuro, potremo ancora permetterci il tipo di struttura attualmente in funzione (e la mia risposta personale, e come medico, è no!)
La riflessione deve fondarsi sulla qualità delle cure che vogliamo poter garantire ai ticinesi, e sull'aspetto dei costi, prendendo in considerazione il nuovo sistema tariffario DRG (forfait per caso di cui ci ha già parlato il Direttore del DSS), l'intervento supplementare di circa 85 mio all'anno da parte del Cantone per il finanziamento dei letti LAMal nelle strutture private, oltre ai circa 180 mio, che il Cantone paga in via ordinaria, per il finanziamento dell'EOC. Non tralasciando il finanziamento dei premi di cassa malati.
È determinante valutare vantaggi e svantaggi di un ospedale che riunisca le eccellenze sotto un unico tetto e sapere che, comunque, sarà necessario mantenere, in base a un nuovo concetto di ripartizione di compiti e competenze, anche gli altri ospedali, per garantire alla popolazione le cure di prossimità alle
quali una sanità all'avanguardia come la nostra non può rinunciare.
quali una sanità all'avanguardia come la nostra non può rinunciare.
Dobbiamo inoltre farci portavoce verso la popolazione di questo nuovo concetto, in modo da non suscitare allarmismi, e far capire che l'ospedale di riferimento cantonale non comporta la soppressione degli altri ospedali e ancor meno il decadimento della qualità delle prestazioni.
Ci troviamo anche confrontati a un aumentato onere per i comuni, dovuto a un presumibile aumento di prestazioni, determinato dall'accorciamento della degenza ospedaliera dovuta al DRG, e alle nuove prestazioni decise a livello federale per i servizi CAT (Cure Acute Transitorie):
che si distingueranno in STT (Soggiorno Temporaneo Terapeutico) e ST (Soggiorno terapeutico, nonché le prestazioni di aiuto domiciliare. Questo onere sarà per l'80% a carico dei Comuni, per un totale di circa 17.6 mio, più 4.6 mio per il Cantone più la partecipazione dei pazienti stimata in circa 22 mio.
Pertanto, riferendomi a quanto detto sopra, è fondamentale dare rapidamente seguito all'iniziativa volta all'istituzione di una Commissione permanente della sanità e della sicurezza sociale, sulle basi del modello federale, che è certamente lo strumento più adeguato ai fini di una gestione più efficace e razionale di tutte le tematiche insite alla socialità e sanità di questo Cantone.
Conclusione
È apprezzabile il lavoro di contenimento dei costi effettuato dal Dipartimento della sanità e della socialità, e come medico, sono pienamente cosciente dei fattori diversificati e complessi legati ai suoi compiti istituzionali.
Sono però convinto che sia necessario avere la volontà di andare oltre l'applicazione di misure di risparmio, per orientarsi verso una ristrutturazione profonda della socialità e della sanità nel nostro Cantone, in modo da garantire le condizioni quadro che ci permettano, anche in futuro, di avere uno stato sociale all'avanguardia.