Più mi addentro nella fattispecie della Cassa pensioni e più ho la sensazione che qui occorre un piano di rianimazione;
il piano di risanamento proposto dal Consiglio di Stato va nella giusta e da anni auspicata direzione,
nondimeno, potrebbe rivelarsi solo un rimedio apparente e temporaneo.
Voglio qui soffermarmi su due aspetti del piano di risanamento:
la riduzione del tasso tecnico dal 4 al 3.5% e il contributo di ricapitalizzazione del Cantone.
Con il tasso d'interesse tecnico una cassa pensioni sconta le prestazioni promesse per il futuro al valore attuale.
Tale tasso dovrebbe corrispondere al rendimento medio che una cassa pensioni può realizzare
assumendo determinati rischi su un orizzonte più lungo.
Nel fissare il tasso tecnico, l'esperto di cassa pensioni si orienta in base al tasso d'interesse di riferimento della Camera degli Esperti in materia di casse pensioni;
questo tasso era per il 2012 del 3.5%, ma noi siamo rimasti tranquillamente al 4% e questo
malgrado un perito consigliasse già nel 2008 (!) di ridurre il tasso tecnico al 3.5 % e meglio ancora al 3%.
Una riduzione del tasso d'interesse tecnico ha quale conseguenza diretta una diminuzione del grado di copertura che, nella fattispecie, potrebbe addirittura scendere sotto il 60%
offuscando ancor più il già plumbeo orizzonte;
il piano di risanamento proposto dal Consiglio di Stato va nella giusta e da anni auspicata direzione,
nondimeno, potrebbe rivelarsi solo un rimedio apparente e temporaneo.
Voglio qui soffermarmi su due aspetti del piano di risanamento:
la riduzione del tasso tecnico dal 4 al 3.5% e il contributo di ricapitalizzazione del Cantone.
Con il tasso d'interesse tecnico una cassa pensioni sconta le prestazioni promesse per il futuro al valore attuale.
Tale tasso dovrebbe corrispondere al rendimento medio che una cassa pensioni può realizzare
assumendo determinati rischi su un orizzonte più lungo.
Nel fissare il tasso tecnico, l'esperto di cassa pensioni si orienta in base al tasso d'interesse di riferimento della Camera degli Esperti in materia di casse pensioni;
questo tasso era per il 2012 del 3.5%, ma noi siamo rimasti tranquillamente al 4% e questo
malgrado un perito consigliasse già nel 2008 (!) di ridurre il tasso tecnico al 3.5 % e meglio ancora al 3%.
Una riduzione del tasso d'interesse tecnico ha quale conseguenza diretta una diminuzione del grado di copertura che, nella fattispecie, potrebbe addirittura scendere sotto il 60%
offuscando ancor più il già plumbeo orizzonte;
basti pensare che con la riduzione dal 4% al 3.5% abbiamo un aumento del disavanzo tecnico di oltre 110 Mio.
La Camera degli Esperti in materia di casse pensioni consiglia, per il 2013, l'adozione di un tasso tecnico del 2.75% (Haldelszeitung del 4 luglio 2012) e ciò malgrado ci arrestiamo al 3.5% ...
Possiamo forse vantare una performance sugli investimenti mobiliari e immobiliari sopra la media?
Non credo proprio, qual è allora il motivo?
La sensazione è che il tutto sia uno specchietto per le allodole e in un futuro assai prossimo
saremo nuovamente chiamati a ricapitalizzare l'Istituto di previdenza, in quanto il contributo di ricapitalizzazione di 447.6 Mio non sarà sufficiente per raggiungere, entro 40 anni, un grado di copertura minimo dell'80% previsto dalla Legge sulla Previdenza Professionale (LPP).
In appendice una considerazione delle basi tecniche menzionate nel messaggio governativo.
Le basi tecniche, VZ 2010, prese a supporto dal Consiglio di Stato per le proiezioni si basano sul "Best Estimate" e vanno sempre adattate alle singole peculiarità;
la situazione della Cassa pensioni della Città di Zurigo (che dal 1950 appronta suddette basi tecniche) non è certo comparabile alla nostra:
la Pensionskasse Stadt Zürich gode, al 30 settembre 2012, di una performance del 5,4%
con un grado di copertura del 113,1%.
Da ultimo un appunto sul contributo di ricapitalizzazione.
Il Consiglio di Stato iscrive nel bilancio del Cantone un cospicuo debito a un tasso rimunerativo evidentemente politico;
domanda:
il Consiglio di Stato ha valutato l'eventuale minor costo per un'emissione sul mercato dei capitali
che offrirebbe, oltretutto, un maggior spazio di manovra nella gestione dello stesso?
Adirò al messaggio del Consiglio di Stato, ma non senza nascondere l'amaro in bocca
mio e di tanti cittadini ticinesi che oggi si sentono depauperati dai privilegi di cui certuni hanno per troppo tempo goduto.
Franco Denti
Deputato in Gran Consiglio
La Camera degli Esperti in materia di casse pensioni consiglia, per il 2013, l'adozione di un tasso tecnico del 2.75% (Haldelszeitung del 4 luglio 2012) e ciò malgrado ci arrestiamo al 3.5% ...
Possiamo forse vantare una performance sugli investimenti mobiliari e immobiliari sopra la media?
Non credo proprio, qual è allora il motivo?
La sensazione è che il tutto sia uno specchietto per le allodole e in un futuro assai prossimo
saremo nuovamente chiamati a ricapitalizzare l'Istituto di previdenza, in quanto il contributo di ricapitalizzazione di 447.6 Mio non sarà sufficiente per raggiungere, entro 40 anni, un grado di copertura minimo dell'80% previsto dalla Legge sulla Previdenza Professionale (LPP).
In appendice una considerazione delle basi tecniche menzionate nel messaggio governativo.
Le basi tecniche, VZ 2010, prese a supporto dal Consiglio di Stato per le proiezioni si basano sul "Best Estimate" e vanno sempre adattate alle singole peculiarità;
la situazione della Cassa pensioni della Città di Zurigo (che dal 1950 appronta suddette basi tecniche) non è certo comparabile alla nostra:
la Pensionskasse Stadt Zürich gode, al 30 settembre 2012, di una performance del 5,4%
con un grado di copertura del 113,1%.
Da ultimo un appunto sul contributo di ricapitalizzazione.
Il Consiglio di Stato iscrive nel bilancio del Cantone un cospicuo debito a un tasso rimunerativo evidentemente politico;
domanda:
il Consiglio di Stato ha valutato l'eventuale minor costo per un'emissione sul mercato dei capitali
che offrirebbe, oltretutto, un maggior spazio di manovra nella gestione dello stesso?
Adirò al messaggio del Consiglio di Stato, ma non senza nascondere l'amaro in bocca
mio e di tanti cittadini ticinesi che oggi si sentono depauperati dai privilegi di cui certuni hanno per troppo tempo goduto.
Franco Denti
Deputato in Gran Consiglio